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domenica 30 giugno 2013

Tutti al mare

Certo che qui l'aria è diversa.
Qui a Misano, intendo.
Il tempo sembra essersi fermato agli anni '70.
Ovunque: nelle vie, alle giostre che aprono la sera, nei bagni con le loro ordinate file di ombrelloni. Raggiungi il tuo posto passando accanto alle cabine e al gazebo dove il bagnino è una certezza. Senti musica di venti, trenta, anche quarant'anni fa.
Poi cammini sulla passatoia che viene regolarmente spazzata. Ti aprono l'ombrellone e appendi i vestiti, come un rito, ai ganci appena sotto i raggi. L'asciugamano sulla sdraio.
La crema protettiva.
Chiudi gli occhi e immediatamente scopri cosa hanno mangiato la sera prima i tuoi vicini di ombrellone, che senza dirlo ti svelano che stanno in albergo, uno di quelli di fronte al mare, con le sedie a dondolo fuori dalle vetrate.
Non fanno parte della mia infanzia queste immagini, sono più delle figurine vintage da film alla 'Sapore di mare'.
Da piccola non andavo al mare nei lidi, con i nonni. Ma in Sardegna con i miei, che hanno sempre preferito la spiaggia deserta e la giornata in barca a farsi bruciare dal sole e dal sale.
Niente acqua dolce fino a sera, i giorni passavano in modo decisamente più selvaggio.
Mi piaceva, ma mi piace anche questa 'novità' dal sapore retrò in Romagna.
E poi.. Con questa pancia chi si alza da terra? Santa sdraio!

sabato 29 giugno 2013

Il rimorchio

Rimorchio è il nome del piatto di pesce, fritto e alla griglia, che servono a La Siesta, ristorante di Riccione, all'entrata di un campeggio. Specifico che è accanto a un campeggio perchè, da 'cittadina' abituata al ristorante nella location 'tirata' (lo ammetto..) sono rimasta sbalordita dalla qualità del cibo che ho sempre mangiato a La Siesta. Ottimo, presentato bene, fresco e profumato. La Siesta si trova in viale Torino al 30, di fronte al mare, zona tre. Credo che il numero si riferisca al bagno, ma non ne sono sicurissima.
Comunque..ti portano una specie di panchetta fatta da tre assi di legno, l'appoggiano in mezzo al tavolo e poi ci appoggiano sopra un'altra asse coperta di ogni freschissimo ben di Dio.
Fritti perfetti, leggeri e gustosi, grigliate al punto giusto, profumatissime.
All'interno trionfano le tute ed i caschi dei nostri motociclisti, vista la passione tipicamente romagnola (ho amici che fanno le ferie qui a Misano Adriatico solo perché c'e la pista e si portano il camion con le moto..) per le due ruote.
L'atmosfera è molto rilassata, alla buona, ma con il tipico buon gusto e l'educazione della Romagna. Gente che si diverte, sorride, ama il buon cibo, il vino e le belle donne. Con sobrietà.
Una cena al La Siesta è d'obbligo, se si passa di qua.
Consiglio vivamente anche gli stracci di spada con aceto balsamico, rucola e dolcissimi fichi freschi a spicchi, passati appena sulla griglia. Applausi.

mercoledì 26 giugno 2013

Un bacio romantico

Quanto è bella la Portman in questo film?
Il titolo fa pensare a un film romantico, un po' stucchevole (se poi si legge che nel casting c'è la Portman, che è bellissima, però..).
Invece è un film con una sua forza, in cui la Portman è 'involgarita' da un taglio corto, riccio e decolorato.
Incantevole e intrigante.
Tra gli interpreti, ci sono anche una meravigliosa voce: Nora Jones, e una meravigliosa creatura: Jude Law in versione 'stropicciata'.
Lui si, che è tutto un programma.

Madri e figlie, madri e figli

Si sta avvicinando il momento in cui smetterò di avere la speciale connessione esclusiva con Ricky, il rapporto elettivo in cui sono stata travolta e che mi ha profondamente cambiato -davvero- l'esistenza. Cambiato, sconvolto, mescolato, sorpreso, completato. La lista è infinita.
Sto vivendo un periodo che (adesso lo so) non si può vivere e rivivere ogni volta che si vuole. Soprattutto se si hanno quasi trentotto anni, come nel mio caso!
Quindi mi trovo a vivere due ruoli contemporaneamente: la madre profondamente e visceralmente innamorata del figlio maschio, e la figlia in attesa del suo secondo genito, che (l'ho deciso io? Sbaglio?) dovrebbe rappresentare un elemento di complice condivisione per la sua mamma.
Perchè il rapporto madre-figlia e madre-figlio è così diverso?
E' vero che si sviluppa una sorta di aspettativa nelle figlie femmine, che viene contraccambiata con  distanza dalle madri?
E' vero che difficilmente i maschi si fanno problemi per l'accettazione da parte delle madri, perchè dentro hanno la certezza che tanto la loro mamma non li 'tradirebbe' mai?
Una donna sa che può cavarsela sotto molti punti di vista, quindi non teme per la propria figlia, perchè crescerà e se la caverà nello stesso modo.
In casa mia, ed è solo un esempio senza alcuna pretesa, mi è passata la sensazione che le femmine sono 'rivali'. Senza colpi bassi, ma a suon di tentativi di conquistare l'attenzione, paragonarsi, inevitabilmente si finisce con il tentativo di prevalere una sull'altra.
A volte questa è semplicemente una componente della motivazione: nella vita la spinta di dare prova del meglio di se ci mette nelle condizioni di dare davvero tanto. Essere una buona moglie, amante, cuoca, amica, madre.. di certo non è un atteggiamento negativo.
Almeno, non lo sembrerebbe.
Gli animali usano solo l'istinto: sanno che devono insegnare a cacciare, scappare, difendersi, proteggersi. Basta. A nessuna mamma nel mondo animale verrebbe mai in mente di far apparire più dolce il proprio nemico agli occhi del suo cucciolo, femmina o maschio che sia. Sarebbe come darglielo in pasto sul vassoio, con tanto di patate di contorno.
Perchè invece l'animale madre è spesso tentata di farlo, soprattutto con il proprio figlio maschio?
Se ci si fa caso, le madri di sole figlie femmine sembrano donne 'con le palle' rispetto a quelle che hanno solo maschi o che ne hanno almeno uno.
Questo è solo perchè la femmina non ispira tenerezza alla mamma (non come sensazione principale), la madre si preoccupa subito di disincantare il suo mondo, perchè i predatori -gli uomini- sono sempre in agguato.
L'atteggiamento della madre verso la femmina è di farla crescere prima possibile.
Verso il figlio maschio è tenerlo sotto la sua amorevole cura il più a lungo possibile.
E per i padri il discorso è esattamente l'inverso: i figli subito uomini, le figlie eternamente bambine.
Con una differenza: che si chiede all'uomo di crescere dominando la femmina, che si dipinge come più debole (mentre le madri mettono in guardia le figlie nei confronti degli uomini, che dipingono come più scaltri e forti).

Ma perchè? La realtà è davvero così?
Ci deve essere una spiegazione.


Chi si accontenta..

Ore 4.10 del mattino.Vista dal mio divano.
I due biscotti nella tazzina di latte freddo sono già nel mio stomaco.
Ho fatto un giro nella stanza di Ricky, che dorme beato con i suoi due Alfabot nuovi di zecca (lettere dell'alfabeto snodabili che si trasformano in piccoli robot diversi) accanto al cuscino.
Domani per lui sarà l'ultimo giorno di scuola materna. L'ultimo giorno dell'ultimo anno.
Poi da giovedì starà a casa con me, che ho degli esami da fare prima di partire.
Partire.
Tasto dolente quest'anno, la partenza. O forse è meglio dire la destinazione.
Cancellato (per ora) il viaggio in Costa Azzurra -troppo lontano per rimanere da sola all'ottavo mese di gravidanza, con un bimbo piccolo da gestire in spiaggia/doccia/casa/imprevisti in terra straniera- siamo tra la Riviera Romagnola (perfetta, ma impegna una coppia di amici avvisata veramente all'ultimo minuto che tra l'altro stanno organizzando un matrimonio per i primi di settembre) e la casa in montagna.
Quest'ultima non ha il mare, non è decisamente quel che avevamo in mente, ma è vicina, attrezzata e soprattutto non comporta il coinvolgimento di nessuno al di fuori di noi tre.
Perché dopo che per mesi mi sono organizzata questa vacanza, non ho considerato che il destino si sarebbe messi d'impegno contro di me! Ho imparato una lezione: si fa fatica a trovare la quadra con gli orari, gli impegni e le aspettative di tutti. Che i 'tutti' siano i genitori, non fa differenza!
Io non sono -di norma- il tipo che si organizza con troppo anticipo (anche se quest'anno avevo anticipato per tempo che alla fine della scuola sarei partita con Ricky, chiedendo disponibilità a mamma/suocera perché ci accompagnassero, visto che sarei partita all'ottavo mese) e i contrattempi dell'ultimo minuto -se più di uno- mi appaiono come veri e propri segni del destino.
Non mi voglio ostinare.
Mare, Francia, Romagna o montagna va bene tutto (a me come a Ricky, come a Mauro) ma a questo punto la scelta migliore è quella che risponde alla domanda: in quale caso ce la possiamo cavare anche io e Ricky da soli?
Mi viene in mente il capolavoro di Vasco Rossi, Brava Giulia: "non posso stare li, sempre a chieder come stai, a chieder sempre per favore mi dai..".
Bravo Vasco. E bravi noi, che ci accontentiamo (si fa per dire, so che è una fortuna) e siamo contenti comunque.

lunedì 24 giugno 2013

Sono le 5.00 e tutto va bene..

Mi sono, come ormai capita spesso, svegliata verso le tre del mattino.
Capita che nelle prime ore di sonno io abbia bisogno di fare frequenti puntatine al bagno.
Le ultime sono determinanti: se avvengono in totale stato di veglia, posso considerare iniziata la mia giornata.
Così è stato stanotte.
Dopo essermi girata e rigirata nel letto per trovare la posizione più comoda per pancia e schiena, verso le quattro ho deciso che se non hai sonno non esiste una posizione comoda. Tendenzialmente sempre, per me. In gravidanza poi..
Mi sono alzata e mi sono preparata un giaciglio sul divano con cuscini e asciugamani, così che non mi venisse caldo e che potessi tenere le gambe sollevate. Che fa sempre bene alla circolazione.
Poi ho letto un po' del nuovo romanzo che ho preso (Con te fino alla fine del mondo, di Nicolas Barreau: parla di un gallerista di Paris-Saint-Germain che trova una lettera non firmata e cerca di capire chi tra le numerose donne che frequenta per lavoro e piacere possa averla scritta) e quando la pancia e il suo inquilino non mi hanno più permesso di leggere mi sono alzata e ho preso il latte freddo dal frigorifero, ci ho inzuppato tre grossi biscotti di riso e via, di nuovo sul divano.
Giovedì parto e siccome di notte vengono tutti i pensieri del mondo, mi sono chiesta se fosse prudente viaggiare 'fino' a Mandelieu.
In rete pare che sia un dubbio a dir poco amletico per tutte, le risposte 'esperte' sono quasi sempre le stesse:
Nessuna controindicazione per gli spostamenti.
Non rimanere troppo tempo sedute immobili: viaggi di cinque o sei ore sono il limite massimo, comunque sgranchirsi le gambe il più possibile.
Bere e spizzicare frutta o snack leggeri, anti nausea.
In auto cinture di sicurezza fino all'ultimo mese: la parte orizzontale tesa sotto la pancia, la parte obliqua tesa tra i seni.
Buche o sbalzi non sono direttamente collegati all'inizio di contrazioni, ovviamente cercare di guidare in modo accorto o chiedere a chi guida di evitarne il più possibile.
Se possibile, far guidare qualcun altro. In gravidanza, man mano che ci si avvicina al termine, l'attenzione è fisiologicamente rivolta ad altro e può ridursi drasticamente su vari fronti: la guida è uno di questi.
Sembra quindi non ci siano controindicazioni, cosa che mi rasserena e che, con l'arrivo della luce che filtra attraverso le tapparelle, mi sembra quasi ovvia.
Che dire? La notte porta consiglio..

giovedì 20 giugno 2013

In vacanza con il mio cuore

Sono emozionata.
Per la prima volta passerò qualche giorno di ferie con Ricky: io e lui da soli al mare della Costa Azzurra francese.
E' un'occasione importante ma anche irripetibile, dato che tra poco più di due mesi arriverà il fratellino.
Allora si che sarà il caos. Caos allo stato puro.
Voglio godermi Ricky e dargli tutte le attenzioni di cui ha bisogno, in fondo ne ha diritto, per ora è ancora 'figlio unico' quindi è giusto che la sua mamma sia tutta per lui!
Lo dico ma penso anche alla condizione inversa: ho voglia di godermi questo 'figlio unico'.. unico per poco tempo!
Colazione presto (non è più un dormiglione) in spiaggia presto e rientro prima che faccia troppo caldo.
Niente botte di calore, ne per me che sono incinta, ne per lui.
Fargli la doccia e mettergli il doposole, preparare pranzetti leggeri, guardarlo giocare in sala mentre leggo un bel libro.
A proposito: che libro mi porto? Uno solo? Si, uno solo.
Un bagnetto in piscina dopo la merenda, nel pomeriggio, poi rientrare insieme, cenare sul terrazzo, metterlo a nanna con una bella fiaba. Tutto con calma.
Non vedo l'ora.
Poi cresce, e queste cose verranno sostituite da altri rituali (meno sdolcinati per la mamma) che dovrò accettare perchè l'ho messo al mondo per crescere, non per tenermelo piccolo e coccoloso.
Anche se per me sarà sempre piccolo e coccoloso.
Illustrazione disponibile su Zazzle.


mercoledì 19 giugno 2013

Insalata Elena

Stasera io e il cucciolo ci mangiamo un'insalatina che la mia migliore amica delle superiori (Elena) spesso condivideva con me a scuola. A lei non piacevano i pomodori, così nelle pause pranzo delle giornate di laboratorio (arrivavano a dieci ore, l'Istituto Statale d'Arte di Monza era sperimentale, ai tempi) li mangiavo io, che invece li adoro.
Si prepara tagliando a cubettini e fettine tutti gli ingredienti, e cioè:
pomodori perini
grana padano
sedano fresco
insalata lattuga
patata lessa
E si aggiunge, alla fine, il tonno sott'olio.
Si condisce a piacere, io l'ho fatto in modo classico: con olio, sale e aceto. 
Squisita e saporita.
Ricky l'ha mangiata tutta, ma quando gli ho messo davanti il piatto mi ha detto: mamma, dopo mi dai qualcosa di buono?
Bimbo di poca fede!
Gli ho dato un ghiacciolo al limone, era felicissimo!

Sopra corto, sotto lungo

Questo spunto fashion mi piace. NYC-streetstyle.
Magari per il prossimo autunno (quest'anno ci sarà? Passeremo direttamente all'inverno come è successo con la primavera non pervenuta?) così ne approfitto per nascondere un po' di difetti post-parto.
Maglioncino corto (corto non significa stretto, che non starebbe bene) su camicia extra-lunga bianca. Senza due gambe così, vanno bene un paio di leggings un po' sostenuti, magari impunturati o operati (no effetto collant).
Altra soluzione d'effetto: color corda e un po' fatto-a-mano, quasi slabrato. Copre le trasparenze della camicetta stampata a contrasto. Mi piace.
Mi piace anche il pack della liquirizia Panda. Comprata un po' per la confezione e un po' per la morbida consistenza.
Non amo quella pura, ma quella gommosa si. Ha un sapore meno forte.


Bracciali!

In giro se ne vedono parecchi, di tutti i colori. I braccialetti fatti con il nastro di microfibra lungo lungo e i charms infilati che scorrono, il nastro che si gira intorno al braccio e i charms si sitemano dopo.
Si trovano già fatti, sulle bancarelle, ma il divertimento sta nel farseli, personalizzandoli.
Io ho scelto qualche charms carino tipo due bambini, un'ancora, un pallone da football, un paio di croci.. cose che 'raccontano' qualcosa di me.
L'effetto è strepitoso, se si pensa che per una combinazione simile si spendono meno di cinque euro!
Ricky l'ha visto, e ovviamente ha chiesto di averne uno per lui. Ho scelto i charms che più lo rappresentano: il quadrifoglio perchè ne ha trovato uno (e poi la fortuna non basta mai), il teschio, perchè è un pirata.
La sua iniziale, l'ancora, perchè è un marinaio come suo nonno Franco. Il pallone da football, perchè ama guardare il Superbowl con il suo papà (sono tifosi dei San Francisco 49's).

martedì 18 giugno 2013

Rotolo di sfoglia gustoso

Se la pasta sfoglia sta per scadere, ecco un'idea che va bene da antipastino, aperitivo, contorno, idea carina da portare a una grigliata o a un picnic.
Si prende un foglio di pasta sfoglia, se è tonda, si cerca di tirarla in forma quadrata. Va benissimo stenderla ancor di più, se è sottile, tanto meglio.
Poi si ricopre con delle fettine sottili di mozzarella (quella della pizza è meglio, perchè non è acquosa) oppure di formaggio a pasta filata.
Si grigliano le verdure che si hanno in frigorifero: melanzane, peperoni, zucchine.
Si copre lo strato di formaggio con le fettine grigliate, alternandole, e si da una salata generale. Senza esagerare con il sale.
Poi si arrotola su se stesso il rotolo, avendo cura di ribaltarlo sul lembo di chiusura.
Si unge con dell'olio di oliva e si da una ultima lieve salata sulla superficie.
Se si hanno semi di zucca, di sesamo oppure dei pinoli, si possono mettere come guarnizione, premendo un po' per conficcarli meglio nella sfoglia.
Si inforna per circa trenta minuti a 180°C, avendo cura di mantenere dapprima la carta da forno intorno al rotolo (il peso del ripieno lo aprirebbe fondendo, facendolo diventare piatto e largo: fidatevi è successo a me!). Poi dieci minuti prima lo si può scoprire.
Buon appetito.
Si può variare il ripieno a seconda di cosa è disponibile: una grattata di pecorino, cipolle stufate, pancetta o bacon per foderare la sfoglia.

Tumiturbi

Lo scatto è volutamente poco nitido. Non voglio dire troppo di questo libro che ho finito a quest'ora della notte, calda e insonne (ormoni?) e che un po' mi ha turbata.
Non che non abbia pensato all'epilogo (neanche troppo celato) durante la lettura, peró..peró!
Lo consiglio, non ho inquadrato la copertina per intero, azzarderei un consiglio "non leggere la trama sul risvolto della copertina di protezione" anche se a quell'epilogo non ci sarei arrivata comunque.
O torse non ci sono voluta arrivare, boh..fate voi.
Lo consiglio così, senza preconcetti e senza previsioni, indizi, tracce. Da leggere senza la pretesa di riconoscere quella o questa storia.
Da leggere così com'è. Surreale ma neanche più di tanto, probabile, per molti versi ritrovabile a pezzi in molte delle nostre vite o nelle vite delle persone che ci gravitano attorno.
La premeditazione, l'approfittarsi dell'attaccamento altrui, l'istinto che ci suggerisce cosa fare quando siamo in stato d'allerta.
Forte. Delicato nei particolari ma forte nell'insieme. Coraggioso, azzardato, al limite.

venerdì 14 giugno 2013

Pranzo alla Cascina Frutteto (parco di Monza)

A settembre del 2012, scrissi della festa organizzata da un amico di Ricky nella Cascina Frutteto, la scuola di agraria del parco di Monza.
Oggi, con tre amiche dell'asilo, siamo andate a pranzo. Impagabile la passeggiata nel parco, dove ci sono degli scorci magnifici, profumi e colori vibranti da quadro impressionista.
Dopo circa quaranta minuti sotto le fronde degli alberi, abbiamo raggiunto la cascina. Sotto i portici e nelle grandi stanze interne c'erano tavoli pieni di gente, con davanti piatti di cucina casalinga e verdure offerte dall'orto.
Abbiamo mangiato un primo (ho scelto delle pennette pomodoro e ricotta, ma c'erano anche un'insalata di orzo e riso venere e una pasta al ragù monzese -manzo e maiale- passata al forno), un contorno di verdurine fresche cotte a dir poco strepitoso, con un paio di assaggi di formaggi: il Resegone (o Fiorone) della Valsassina e il Caprino di Montevecchia.
Una fetta di torta cioccolato e pere (tre fette per cinque, eravamo un po' piene), acqua gasata e non, un caffè.
Un ottimo caffè fatto con la moka. Che preferisco perchè ha un sapore e un profumo unico, di casa.
Servizio cordiale, rapido, ambiente fresco (i muri della cascina sono molto spessi e nonostante l'afa che c'era fuori e le porte e finestre spalancate, dentro si sta d'incanto). 13,00 euro a testa.
Standing ovation!

giovedì 13 giugno 2013

Sano egoismo

Un po' di egoismo ci vuole.
Non che non ne sia capace, però diciamo che la mia prima reazione a una situazione di stress altrui è 'come si potrebbe risolvere?'.
Mentre invece dovrebbe essere 'è altrui, appunto, quindi non mio'.
Saranno gli ormoni, il caldo, la gravidanza.. no. Non è vero. Rifaccio, daccapo.
Non ho sbalzi ormonali, non soffro eccessivamente il caldo, la gravidanza è bellissima.
Sono proprio gli altri (certi altri) che mi stressano.
Sono le cose cui penso se mi sveglio alle tre del mattino e non riesco più a dormire (che di per se non sarebbe un problema, perchè mi alzo e leggo e se è più tardi mi alzo e stiro, che mi rilassa) che mi stressano.
Oggi ho preso una decisione: condividere.
In realtà già lo faccio, ma con quell'anima pia di mio marito, che apparentemente sembra avere una pazienza e una sobrietà nelle risposte senza fine (prima o poi mi urlerà in faccia di smetterla e lo dichiaro da subito: avrà ragione).
Oggi ho condiviso con una delle persone che lo stressatore crede di tenere al riparo dai propri sfoghi. Così gli ho fatto scacco, o almeno spero.
La cosa dovrebbe essere: A non risolve, si sfoga con B per proteggere C.
Colpo di scena: B ne ha le tasche piene, chiama C e gli riferisce quel che gli ha detto A.
Così A la prossima volta ci pensa due volte a mettere addosso l'ansia a B. Che è anche incinta. Tra le altre cose.
Poi, se il problema che affligge A è vero, B e C uniscono le forze e si stancano di meno. Se il problema che affligge A è la solita menata, B se l'è levato di torno e lo ha sbolognato a C.
In ogni caso, B ha il tempo di farsi un giro al parco, togliersi le scarpe, e leggersi un libro in santa pace.

lunedì 10 giugno 2013

Frullati!

Dopo un week end (e con ciò intendo a partire dalla cena di venerdì sera) a base di gelato, grigliate e stuzzichini non proprio salutari.. conviene fare un po' di disintossicazione da carne, sale e grassi integrando frutta fresca di stagione, piena di acqua e di zuccheri semplici, colorata e profumata, che mette anche allegria.
Mattina: un caffè macchiato e un frullato fatto con mezza banana, una piccola pesca noce, mezza pera e quattro lamponi.
Spuntino spezzafame: una fetta di anguria, otto ciliegie e sei/otto cubetti (sono molto zuccherati) di frutta disidratata, io ho messo melone, papaya, ananas.
Merenda: mezza banana, una fetta di melone maturo e mezza mela gialla.
In questo modo si introducono vitamine, acqua, sali minerali, diversi antiossidanti.
Un risottino giallo a pranzo e per la cena tonno in scatola con fagioli cannellini, pomodori al forno e crostini di pane raffermo profumati all'aglio.

venerdì 7 giugno 2013

Giardinaggio

Abbiamo re-invasato la piantita di fragole che ci hanno dato all'asilo. Ieri sono venuta via con in mano una serie di oggetti, lavoretti, vasetti e disegnini.. mi ci voleva un trolley!
Ma nessuna delle insegnanti pensa che non arriviamo con il rimorchio?
Vediamo se questo piccolo strawberryfield domestico darà qualche frutto. La stagione è quella giusta, la piantina 'funziona' perchè c'è già una fragola rossa e un altro paio che devono maturare. Quindi se non attecchisce.. è colpa del nostro rinvaso.
A momenti, per interrare le fragole, Rikcy mi uccideva il basilico.. non è proprio delicatissimo.
Però eravamo ben attrezzati: un'amica ci ha regalato un set completo da giardiniere, fatto apposta per i bimbi.
Guanti, rastrello per dissodare, paletta per scavare, annaffiatoio per bagnare le piante e tre vasetti in latta blu.
Annaffiamo e.. incrociamo le dita!

giovedì 6 giugno 2013

Sono una trend-setter!

L'avevo anticipato io, tempo fa, con il mio post sulla felicità di fare la casalinga felice, che occuparsi di casa e dell'home management, non è così male. Anzi.
Compro il numero di giugno di una delle mie riviste preferite (o meglio, la preferita, visto che le altre più che consigliarti che tipo di punturina ti toglie quel tipo di rughetta non fanno: ma basta) e cosa leggo in copertina?
Magnifico, sono pienamente d'accordo. Certo, la maggiorparte delle home manager di oggi ha scoperto questa gioia 'grazie' alla perdita del posto di lavoro o in seguito alla negazione di condizioni un minimo favorevoli dopo la nascita dei figli, però.. nessuna di queste dice 'tornerei indietro'.
L'ho sempre pensato: ci si può pentire di aver sacrificato famiglia e figli per il lavoro, a sessant'anni. Ma non ci si pentirà mai di aver messo al mondo dei figli e di averli cresciuti in armonia (che contribuisce all'equilibrio anche di chi invece a lavorare ci va tutte le mattine) seppur questo implichi un certo numero di rinunce. Inutile negarlo.
Ma noi donne siamo piene di risorse, ci inventiamo strategie continuamente.
Con una certa soddisfazione, tra l'altro, o sbaglio?




mercoledì 5 giugno 2013

Ora che ci penso..



..quando è uscito l'iPad sembrava che non si potesse vivere senza. Come dell'aperitivo nel locale cool, o dell'ultimo modello di scarpa con la suola di gomma alta (che al di la del mio rifiuto del seguire le mode, trovo di una bruttezza aberrante).
Io non l'ho mica comprato l'iPad.
"Certo", mi si può dire, "nemmeno un modello di iPhone che rimpiazzi il primo che è uscito, cinque anni fa eri avanti". Cinque anni fa me lo ha regalato mio padre, sennò avevo ancora il Motorola di Hello Kitty.
Io controbatto dicendo che funziona benissimo, la batteria che mi ha sostituito mio marito dura almeno 48 ore. Come? Non posso scaricare le app più recenti?
Santo cielo, che tragedia!
Il punto è che non mi piace essere (troppo) dipendente dall'opinione altrui, dagli stereotipi altrui, somigliare troppo agli altri.
Ovvio che un minimo ne vengo influenzata, ma a me che mi si metta su l'etichetta come il bollino "Colmar" sui piumini dell'inverno appena passato..proprio non va.
Credetemi quando dico che si fa molta più fatica a cercare di abbinare cose vecchie a cose anonime o a pezzi firmati ma passati come faccio io, che non ad entrare nel negozio in centro e comprare quello che si è visto addosso ad (almeno) quindici persone nel tragitto tra il posteggio e il negozio (che poi io il posteggio mica lo faccio sempre, cerco di andare a piedi il più possibile: risparmio e mi tengo in forma).
Per non parlare dei grandi store (Zara, Promod, H&M, etc.) che propongono total look che la maggior parte delle persone sembra togliere dal manichino e mettersi addosso: almeno un filo di astuzia, mischiare!
Insomma, con la crisi vengono al pettine tutti i nodi. Ma proprio tutti. Chi soffre perché è ancora legato a certe cose e deve (come tutti ormai, la crisi è democratica) fare economia, soffre sul serio. Si frustra, poveretto.
Diventa difficile essere performante, mantenere lo status-symbol con quei dieci cristiani che gli gravitano attorno durante l'aperitivo, e che non cambiano mai..
Io me ne frego, facevo la spesa al discount prima, la faccio anche ora. Mi dilettavo a trovare pezzi unici e a bassissimo prezzo tra mercatini e offerte speciali (basta avere gusto, la moda è roba per chi non ne ha) e lo faccio anche ora.
Ho risparmiato? Messo via più soldi?
Macché, li ho spesi comunque (magari peró in altri piccoli piaceri o cose utili che mi hanno semplificato la vita, a me come alla mia famiglia).
Peró la mia faccia non mente, vivo serenamente le restrizioni se vanno fatte, sorrido alla vita e se c'è un ostacolo so che ho la 'squadra' giusta per superarlo, idem se si deve rinunciare a qualcosa.
Hai detto niente.
E tutto questo, udite udite, senza iPad, con un vecchio iPhone che ora ha pure il vetro rotto (incidente domestico con lo spray anti formiche: dopo cinque anni è ancor più 'sopravvissuto').
Qualche giorno fa ho chiesto a una persona, dopo un po' di tempo che non la sentivo "tu, come stai?".
Risposta "bene, il lavoro si è ripreso".
No comment.
Per me, tanto bene non sta.

martedì 4 giugno 2013

Se non è zuppa...

Ad alcuni non piace il 'pane bagnato'.
In qualsiasi modo.
Io, al contrario, ne vado matta.
Ricordo che mio padre, quando ero piccola, si faceva dopo cena una tazza di latte freddo inzuppando il pane avanzato a tavola.
Proprio come un dessert.
Il sangue non è acqua: mi capita di pranzare con pane e latte freddo. Se il pane è raffermo, ancora meglio. Che delizia.
Un altro modo di utilizzare il pane, quando non è fresco, è quello di inzupparlo con poca acqua e  condirlo come si fa con le friselle: olio extravergine di oliva, pomodori schiacciati, sale, basilico fresco e origano.
Poi c'è la panzanella. Ricetta rustica della tradizione contadina toscana, di cui mi ha parlato un'amica polacca (esatto: io non sapevo nemmeno che esistesse).
In una ciotola capiente si mischiano cipolle rosse tagliate a rondelle (lasciate un po' nell'acqua fredda e aceto bianco), un cetriolo pelato, i pomodorini a cubetti.
Il pane raffermo (ideale la pagnotta, ma va bene quello che avanza in casa), preferibilmente privato della crosta, va leggermente bagnato di acqua e aceto rosso (meglio evitare di immergerlo).
Si spezzetta con le mani il pane appena si ammolla, ed una buona quantità di foglie di basilico. Si amalgamano tutti gli ingredienti ed infine si condiscono con olio extravergine di oliva, sale e pepe.
E' necessario far riposare l'insalata in frigorifero, per circa un'ora, così si insaporisce meglio.
Alcune varianti prevedono l'aggiunta di tonno e acciughe, rucola o olive nere: ottimo piatto estivo, da terrazzo!


lunedì 3 giugno 2013

..che dolore!

Oggi mi posso permettere di parlarne con serenità. Ieri ho passato delle interminabili ore di dolore autentico e insostenibile.
Ne sa qualcosa il povero braccio di Mauro, che stringevo ad ogni attacco e che -avessi avuto le unghie lunghe- avrei bucato più di una volta.
Il tutto 'comodamente' seduti sulle poltroncine della sala d'attesa del pronto soccorso: quattro ore ad aspettare. Un incubo.
Dopo tredici anni (e con un tempismo incredibile, vista la gravidanza) si è risvegliata una infiammazione al nervo trigemino che credevo (speravo) fosse ormai cosa passata.
Come anni fa, mi ha preso la parte destra del volto.
Ricordo di aver pensato, allora, che non ho mai sentito un dolore più insopportabile e massacrante. che non lo avrei augurato al mio peggior nemico.
Oggi (dopo aver avuto un parto naturale con travaglio e contrazioni e tutto da copione) confermo.
Comunque sono stata fortunata perchè, non potendo fare la stessa cura di tredici anni fa (si cura con gli antiepilettici) l'unico farmaco che si può prendere senza problemi in gravidanza (a base di paracetamolo) basta, almeno per ora, a tenere tutto sotto controllo. Con tre o quattro giorni di paracetamolo ogni otto ore il nervo di dovrebbe sfiammare.
Nel frattempo devo stare attenta a non esagerare in qualsiasi attività che coinvolga il nervo del trigemino. Quindi occhi, orecchie, mandibola, lingua.. praticamente sto bene al buio, in silenzio.
Poche telefonate, poca luce, masticare lo stretto necessario.
Dato che il piccoletto nella mia pancia deve crescere, mi sono sbizzarrita in 'pappette' che adoro, come ad esempio lo yogurt con i lamponi freschi e i cereali.
Poco male anche per il mantenimento del mio peso, che in questi ultimi tre mesi (sono al settimo!) sarà messo a dura prova.
Buoni i lamponi, anche da soli.
Vanno lavati -a parte con il bicarbonato- molte volte, va cambiata spesso l'acqua.
Evviva! Con la bella stagione è finalmente comparsa sui banchi dei supermeracti anche l'anguria, di cui vado letteralmente ghiotta.
Ne mangio una fetta ogni tanto, per dissetarmi e perchè il suo zucchero fa venir voglia al piccoletto di compiere tante capriole..fin che può. Tra un po' non avrà più molto spazio per piroettare. Sono alla ventisettesima settimana, in questo periodo il piccolo pesa circa un chilo ed è lungo intorno ai trentacinque cetrimentri. Ha poco meno di tre mesi per triplicare il suo peso.
In questo periodo di solito il ritmo sonno-veglia è abbastanza definito, apre e chiude regolarmente le palpebre.
Di solito, dorme quando mi muovo e si muove quando mi fermo. Questo perchè è in grado di avvertire la sensazione di movimento che lo fa sentire cullato, mentre si attiva quando sente che c'è quiete. In un certo senso è cosciente e curioso!