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mercoledì 29 ottobre 2014

In casa, il dolce profumo dell'inverno

Appena si ingialliscono le foglie, mi viene voglia di girare per il parco intorno a mezzogiorno, di indossare pashmine e giacchette di velluto femminili, preferendo i lilla, i colori bruciati e il verde acido spento.
Mi viene voglia di aromatizzare le stanze con profumo di cannella e frutta cotta, di chiodi di garofano, vaniglia e buccia d'arancia e mandarino.
Stan-Wich di Stanhome è arrivato oggi, nella nuovissima profumazione Nota Dolcezza d'Inverno.
In offerta in questo periodo a € 9,50 (dura tantissimo, fate una prova, come me: segnate con il pennarello indelebile quando lo avete aperto la prima volta) ne ho presi due perché c'è il porta profumatore in metallo rosso traforato tipo merletto.
E mi piaceva troppo, l'atmosfera in casa passa anche dal profumo e questo dolce e avvolgente è il migliore per questo periodo!
Importante: contiene una sostanza amarissima, per scongiurare assaggi da parte dei bambini. Lo stoppino è regolabile ed oltre a diffondere l'aroma cattura fumo e odori di fritto o bruciato.
Bello, buono e intelligente!

Questo lo so usare anch'io!

Provato e.. non lo lascio più.
Odio sporcarmi le mani con le creme colorate, non le so stendere ne in modo uniforme ne riesco a dosare il giusto "velo sottile", detesto lo stacco con il collo.
Il Fondo Tinta Perfezione della linea La Jeunesse di Kiotis (catalogo Stanhome) è a prova di incapaci, frettolose, sensibili-alla-pelle-che-tira. Come me.
La spugnetta non da spazio a errori, la texture è magnifica e rende il prodotto -seppur in polvere- cremoso e opaco allo stesso tempo.
Dura tanto (fatevi un selfie la mattina prima di metterlo, uno subito dopo e uno la sera prima di toglierlo: non crederete ai vostri occhi) e il colore omogeneo sta bene sia che ci si trucchi solo gli occhi con un filo di mascara che con makeup più elaborati.
Ho scelto la più chiara tra le due tonalità, ma ho provato quella scura ed era perfetta e senza stacchi con il collo.
Per un po' è in offerta a € 22,50. Io ne ho approfittato perché Kiotis è una linea da profumeria e costa più di ciò che si acquista ai grandi magazzini o al supermercato. Però il risultato è infallibile.

giovedì 23 ottobre 2014

Non li sopPOSTo più

Altre categorie di post(atori) che non sopporto.

Quelli che scrivono consigli saggi dicendoli a se stessi (perchè sanno di non riuscire a seguirli) più che agli altri, ma volendo dare l'idea che hanno raggiunto la consapevolezza e sono tanto generosi da condividere la loro scoperta con noi, piccoli esseri inferiori che ancora vaghiamo come anime in pena nel purgatorio.
Probabilmente tra un po' li vedrete in giro in coppia, a citofonare alle persone la domenica mattina.

Quelli che vogliono fare i vaghi ma ci aggiornano su che cosa stanno sviluppando, a che numero di preventivo stanno lavorando, quanti appuntamenti di lavoro hanno per oggi. Molto meglio un "oggi ho guadagnato mille euro e per i prossimi due giorni non faccio una beata fava". Suscitare invidia e stimolare l'autostima degli altri sono cose separate da una linea sottilissima, ma sono diverse.
Sono certa che la lista proseguirà, è solo questione di tempo.. eh eh eh.

Parliamo di corna

Un'amica posta sconcertata la notizia di aver visto una pubblicità di un sito per incontri extraconiugali.
Esclusivamente extraconiugali.
Intanto mi chiedo "perchè?".
Seguite il ragionamento, mi presto all'esempio (a scopo di ricerca socio-culturale, fate poche battute, grazie): sono sposata, due figli, felice, ho il mio lavoro, le amiche, lo sport, un cane. Poi queste cose a turno mi fanno vivere momenti faticosi, poi gira meglio, poi ingrasso, mi rimetto in forma, cambio lavoro o parco dove faccio correre il cane.
La vita insomma, succede.
Quando stai bene si vede e lo vedono gli altri. E li si presenta l'occasione: un amico, un collega, uno della palestra, dell'oratorio, del supermercato.
Sono bella tranquilla e zac! Si insidia la tentazione.
Ci può stare? Si dai non facciamo gli ipocriti, ci può stare.
Come la vita, succede.
Ma ditemi qual'è quella donna che si iscrive su un sito di incontri extraconiugali, quindi senza scopo di relazione, famiglia, etc. con il rischio di beccarsi tutti gli amici del marito, i vicini di casa, i mariti delle amiche?
Le recensioni su questi siti (a pagamento per gli uomini, e già la dice lunga..) sono fatte da uomini, che lamentano esserci poche donne (ma va?), le quali, sosterrebbero i recensori, con la scusa di non ricevere bene propongono altri siti a pagamento (le chat gratuite ovviamente non le hanno scaricate sul loro smartphone..no certo) su cui trovarsi per poi scartarli dopo un tot (sono procacciatrici di affari, prendono una percentuale per contatto, se vogliono un amante escono e lo trovano al bar).
E' chiaro che sia un sito fatto per far spendere soldi agli uomini con la prima, vera, unica e originale attrattiva di tutti i tempi, ma quando mai è successo il contrario?
Certo che questi dei siti di incontri rubano le caramelle ai bambini. Che coraggio.
Uomini: sveglia! Quando una donna (sposata, single, madre, vedova, fidanzata, convivente, separata, bella, brutta, vecchia..) decide che vi desidera e che si sente bellissima, in forma, magari si taglia i capelli e decide 'voglio commettere un piccolo peccato' ve lo fa capire forte e chiaro, guardandovi negli occhi.
Il più delle volte, solo guardandovi negli occhi.
Certo che se li tenete incollati allo schermo dello smartphone..

lunedì 20 ottobre 2014

Sera d'autunno

Stasera la visuale dal mio divano è cambiata.
Ho fatto un giro all'Ikea e.. è inevitabile tornare con qualcosa, qualche fuori lista intendo.
Ho decorato il pilastro in salotto con la sagoma del grande orologio a pendolo, nel quadrante ho appeso un orologio grande, tondo, con i numeri ben chiari (finalmente!) anche per Ricky che inizia a leggere le ore.
Ho preso i festoni di Halloween perchè il mese di ottobre è così pieno di atmosfera 'arancione' e 'zuccosa'! Nell'aria profumi di vaniglia, cannella e soprattutto una meravigliosa nota di Lemon Lavender, tra le essenze che prerisco, di Yankee Candle.
La luce fioca, il silenzio (incredibile in questa casa, ormai!) e una buona fetta di torta, accompagnata da una tazza di the aromatizzato.
Perfetta per un tardo dopo cena, una merenda, una colazione gustosa. Basta gustarla lentamente, non subito dopo aver mangiato. Ci vogliono pochi ingredienti e pochissimo tempo per prepararla: un uovo intero, tre pere mature, tre cucchiaini di zucchero di canna, cannella in polvere, formaggio da spalmare (200 gr) e infine la pasta sfoglia.
Si fodera la teglia, si mettono sul fondo le pere a tocchetti spolverizzate con la cannella, si versa sopra l'impasto ben omogeneo, ottenuto mischiando gli altri ingredienti. Cuoce in circa 35 minuti nel forno già caldo.
Una volta raffreddata, si rovescia e si copre di zucchero a velo.
Poi ci si dirige verso il divano dove una tiepida copertina ci aspetta un po' stropicciata, ci si accomoda sui cuscini (quanti ne bastano: tanti..) e con le gambe rigorosamente distese e la schiena ben comoda si procede: un morso e qualche sorso di the bollente, il vapore profumato nelle narici che si mischia all'aroma diffuso dalla candela.
Inspirare ed espirare, inspirare ed espirare, inspirare..
Buon relax.

venerdì 17 ottobre 2014

Ecco una bakery per cani tutta italiana

Si chiama Doggye Bag ed è una linea di prodotti da forno, dolci, torte, biscotti, cioccolatini, cialde.. per cani!
Provare per credere. Non avete un cane? Io ho assaggiato un paio di biscotti ed erano squisiti.
Si, perchè al contrario dell'alimentazione destinata agli animali che ha una derivazione completamente diversa, la bakery di Doggye Bag propone solo snack e dolcetti preparati con alimenti di alta qualità per la nutrizione umana (burro, uova, lievito madre. No zucchero, no cioccolato, no sale, no grassi idrogenati).
I sapori dolci? Pistacchio di Bronte, vaniglia, mandarino.. poi si passa sui classici alla carne bianca, rossa, fegato, salmone. Ci sono le preparazioni fresche e le caramelle gelatinose, le chips di frutta croccanti come patatine.
Vere e proprie opere d'arte, le torte design (personalmente, l'unico cake design che concepisco perchè quello umano boh.. mi lascia perplessa e non mi fa gola, come scrissi già in precedenza) si possono ordinare on-line, personalizzare, richiedere a seconda dei gusti o delle intolleranze alimentari del cane.
Ma Doggye Bag non è solo sinonimo di qualità italiana (l'azienda è da sempre nel campo dell'alimentazione per animali domestici e bestiame), è un laboratorio in continua creazione di idee stravaganti e dolcissime, di quelle che ti strappano per forza un sorriso, scommettiamo?
Candoro, Canettone e Calzosso possono bastare?
Si ordinano on line e adesso che lo sapete, non potete farne a meno..
Sul sito anche gustosissime ricette da preparare a casa.

mercoledì 15 ottobre 2014

Pedalare!

Quando si può, appena si può, è consigliabile abbandonare le quattroruote.
La benzina inquina e costa cara, la palestra, se frequentata quanto serve, non ha un costo indifferente.
A piedi si notano cose bellissime che sfrecciando in auto ci si perde. E' un luogo comune, certo, ma è davvero così.

Fotografato nella mia via, sissignore.


Poi c'è la bicicletta. Che è romantica, ti fa guardare il mondo con le braccia aperte in avanti, il vento in faccia che ti schiaffeggia piano, i colori, i rumori tutt'intorno. Certe pedalate nel parco o nei giardini comunali sembrano addirittura riportarti indietro ad altri tempi: l'infanzia, le corse con gli amici, la bibita nel cestino..

Personalmente amo le biciclette semplici, non ultra tecniche, ultra leggere, ultra performanti, ultra-ultra.
Il cestino è una condizione sin-equa-none: utile, femminile, decorabile. Se cercate idee a cui ispirarvi per la decorazione, fatevi un giro su Finecraftguild.
Il suono del campanello? Delicato e frizzante, che riecheggia nell'aria.
Atmosphere Spring si acquista da Pylones e ce ne sono di bellissimi, smaltati, colorati, da montare e smontare sul manubrio. Ma non solo.
Ci si può inventare un campanello da ufficio, magari montandolo sul braccio della lampada da tavolo, come segnale della pausa caffè. Oppure a casa, per chiamare tutti a tavola!
Anche per le non patite di ciclismo come me, l'iconografia della bicletta (sempre quella tradizionale) ha un fascino retrò tutto suo.
Irresistibile la piccola bici di Bike Ring, l'anello in metallo di Gellycinderelly, color oro e disponibile in tutte le misure, si acquista direttamente sul sito, ne esistono diverse varianti. Sono Canadesi e affermano che sono sicuri, ameremo i loro prodotti. Come negarlo?

venerdì 10 ottobre 2014

Mi piacciono le perle

Un filo di perle si sa, fa molto chic, molto Hepburn, molto Jackie O'.
Anche dire Jackie O' è più chic che dire Jackie Kennedy, ci avete mai fatto caso, siete d'accordo?.
Io le amo girocollo, un solo filo, sospese sopra il bordo di un maglioncino nero, o comunque con qualcosa di nero nella mise: giacca, golfino abbottonato o pantalone.
In veste assolutamente bon-ton mi fu regalata da mio padre al mio diciotesimo compleanno, montata come un solitario su una corona in oro bianco. E' un anello elegantissimo se portato sull'indice!
Anni dopo mia suocera (una delle persone più dotate di buon gusto che io conosca) mi regalò un filo di perle rosa delle Mauritius, per le quali abbiamo poi scelto insieme il moschettone. Un ovale in oro bianco. Semplice, per questo incantevole.
Una raffinata conoscenza abbastanza recente, nonchè donna di grande cultura -anche- in fatto di perle, mi ha detto che le perle già infilate andrebbero fatte re-infilare, perchè le migliori vengono sempre lasciate nel mezzo, e scegliendo moschettoni da indossare a vista, come fossero diademi, di fatto 'il meglio' si tiene sempre sulla nuca e non davanti.
Tra l'altro guardando il filo di perle rosa le ha definite 'a patata'. Anche qui, quanto fa la persona, la sua allure.. Grazia (e direi che il nome non è casuale, per niente) è riuscita a dare a questa definizione ironica un accento trés chic!
La perla, per la sua naturale crescita stratificata, è legata alle fasi lunari, sessualmente è legata alla donna nella simbologia delle valve della conchiglia in cui nasce, alla maternità, per l'associazione della perla a un feto rinchiuso, al mare, perchè è luogo eletto e regolato anch'esso dalle fasi lunari. Strettamente connessa quindi alla vita, alla nascita, alla crescita, alla morte. E' simbolo di purezza e perfezione: infatti non si altera, nonostante venga estratta dalle acque fangose. Non a caso il Botticelli fece nascere Venere da un'ostrica..
Tornando alle perle-più-belle-sulla-nuca..per non nasconderle, la soluzione è uno chiccosissimo chignon.
Una cascata di perle, tante e pacchianissime, sta d'incanto sulla canottiera a coste o con i bordi slabrati, i jeans stinti.
Carrie docet, io aggiungo un doppiopetto nero da uomo e sottoscrivo!


giovedì 9 ottobre 2014

Vita, morte e dignità

Ne parla anche la mia (spensierata, leggera) blogger preferita. Della Maynard, la 29enne che tra meno di un mese, il primo di Novembre, morirà nel suo letto di casa, con marito, famiglia e amici stretti riuniti intorno a lei.
Ha un tumore al cervello molto importante, qualcosa di non curabile, che quando le è stato diagnosticato (quest'anno) le ha dato pochi mesi di vita, non in assenza di dolore.
La notizia viene rappresentata e diffusa in un modo così virale e ben strutturato (video pseduo-promozionale a sostegno del diritto di morire con dignità) che tra la splendida regia e le belle foto ti dimentichi che quella che guardi e che ascolti è a -22.
22 giorni. E poi? Poi prenderà delle pillole prescritte da un medico dell'Oregon (uno dei 5 Stati d'America in cui è consentita l'eutanasia) e si addormenterà sotto gli occhi (disperati? Ma ci pensate?) del marito e compagnia bella.
La mia opinione non la svelo perchè parto sicura con un'idea poi snocciolo bene l'argomento e mi rendo conto che non so davvero cosa pensare, figuriamoci cosa è giusto o no.
Però due cose mi hanno infastidita molto: la spettacolarizzazione della cosa, da parte della stessa Maynard, perchè prestarsi a un video? Cos'è, un modo per dire 'se vuoi farla finita fallo, non c'è mica niente di male, guarda me come sono serena'? e poi la solita schifosa strumentalizzazione dei media e dei produttori stessi del video, che per accompagnare la notizia non usano una foto normale, no scherziamo? Magari il suicidio programmato di una con i capelli crespi e in sovrappeso fa troppi pochi followers, e abbiamo solo 22 giorni ormai per catturarli. Quindi? Quindi usiamo delle foto suggestive, in bianco e nero, magari del giorno del matrimonio. Oppure post-produciamo il viso (già piacevole di suo) così sbattiamo in faccia a tutti una giovane donna bella, col cagnolino in braccio, sorridente, sotto il titolo 'questa donna ha programmato la sua morte per il primo di novembre' (alcuni hanno avuto anche il buon gusto di specificare che non centra nulla la notte di Halloween).
Io non la metto la foto della Maynard, tanto l'avete vista o la vedrete, sicuro.
Non metto nemmeno il link al video promozionale dell'associazione tal-dei-tali che sta facendo girare suggestive immagini tratte dal matrimonio, dagli ultimi viaggi etc.
Come non parlo della mia opinione o di quello che credo sia la vita, o della dignità che in essa permane (o si esaurisce) nella malattia.
L'unica cosa che credo è che forse in presenza di figli avrebbe preso una decisione diversa perchè per dei bambini un mese in più o in meno fa la differenza.
Triste, tutto molto triste, universalmente triste, mediaticamente triste.
Fa meditare? Non lo so. Forse vince la fatalità, sempre, nella vita come nella morte.

Non si vergogna più nessuno

Oggi sono polemica. Lo dico all'inizio così chi legge è avvertito.
Non ci posso credere, siamo arrivati al mensile da miseria politico, come il 6 politico di anni fa.
Credevo di essere sola, invece l'epidemia che colpisce imprenditori, organizzazioni, professionisti e chiunque possa decidere liberamente di proporre cifre ridicolmente illegali sta facendo più vittime dell'ebola.
Praticamente siamo arrivati a dire 'lavori gratis, però ti rimborso la benzina'.
Ma siamo matti?
Adesso lo dico: questa gente deve fare la fame, deve proprio chiudere baracca e burattini, adesso.
E invece? Invece no, c'è sempre qualcuno che sta peggio e che magari ha il marito o la moglie a casa e allora 200 euro sono sempre meglio di niente.
Ma sapete che c'è? Che con un paio di scarpe da ginnastica e un k-way si arriva ovunque e la benzina non serve, che c'è sempre una nonna da andare a trovare e che è felice di farti un piatto di riso se lo mangi con lei, o un bambino da portare al parco, oppure qualcuno cui fare la spesa perchè da solo non ce la fa.
Se devo lavorare gratis, lo faccio per qualcuno che ne ha bisogno davvero, perchè quello che mi pagano è il valore che mi danno, niente di più. Se quello che faccio vale 200 euro al mese allora ne possono fare a meno, se non ne possono fare a meno significa che la mia competenza muove qualcosa che a loro interessa, quindi va pagata il giusto, non con una mancetta. Diffido di chi mi chiede di vedere le cose in prospettiva: un'attività che si basa sul lavoro di 'risorse umane' a costo zero non ha nessun futuro, si arrangia per arrivare al necessario per stare in piedi, non avanzerà mai nulla per alzarmi il compenso.
Non si fa carriera dove non ci sono possibilità.

lunedì 6 ottobre 2014

Aforismi? No, grazie!

Non so se mi urtino maggiormente le foto dei cani incidentati in cerca di adozione e riscatto o gli aforismi pubblicati nei social.
Bella la condivisione, bello a volte dare un consiglio con una frase azzeccata. Però basta.
Almeno la foto del cane in cerca di casa può portare a smuovere un quasi-deciso a comporre il numero ed accogliere il piccoletto in famiglia.
Ma l'aforisma? A cosa serve esattamente?
Calma, non fraintendetemi, non è una critica all'atteggiamento generoso e altruista di dare un consiglio (non richiesto, permettetelo, ma va beh..) o un incoraggiamneto gratuito a chi ci legge, ma è proprio questo spaccio di frasi pseudo-celebri che un giorno sono di Gandhi, il giorno dopo di Jim Morrison, dopo una settimana di Hitler che mi ha abbondantemente rotto i cabasisi!
Per la cronaca, ho letto tutto il leggibile su Jim Morrison e dubito fortemente che spacciasse frasi sulla positività del pensiero, Jim, quando si è trovato un gay in macchina che ci ha provato più o meno velatamente, ha risposto 'no amico, non è il mio trip' e ha tirato dritto contro il primo palo del Sunset Boulevard che ha trovato, pur di scoraggiarlo una volta per tutte. 
E poi ragazzi, 'su de doss' direbbe mia nonna: se siete incazzati e le cose non vanno, prima di tutto e se potete, dedicate qualche sano insulto a chi vi danneggia, fatevi un bel pianto, mangiatevi una tavoletta del cioccolato che preferite e fate una corsa ascoltando canzoni tipo 'Get in the ring' dei Guns'n'Roses e vedrete che sotto la doccia tutto vi sembrerà più leggero.
Rido ripensando a un periodo molto pesante e triste e sotto un certo punto di vista invalidante della mia vita. Ripresa del lavoro dopo le ferie invernali, decido che, invece di iscrivermi al solito massacrante corso di aerofit, gag, aerostep.. mi sarei iscritta a yoga.
Dopo più di un'ora di traffico e di vita lavorativa in famiglia (e chi mi conosce SA che quelli di Beautiful sono dei principianti in confronto) mi infilavo in una sala semibuia con un bastoncino di incenso acceso, una candela e la musica new-age a far da sfondo a questa tipa che parlava di aprire i chakra e pranayama..
Il mio corpo rimaneva fermo, immobile, un freddo boia, non una stilla di sudore, non un'accelerazione del battito. Zero.
Uscivo di li che avevo voglia di incendiare i cassonetti della spazzatura, altro che aprire i chakra..!

Ma il secondo è diverso

Ieri abbiamo pranzato con la famiglia 'di origine' della nostra adorata Rosie, che si è messa in bella mostra alla Sagra di Dresano, meravigliosa come sempre.
All'ora di pranzo ci siamo seduti in un ristorante che abbiamo raggiunto a piedi.
Giammarco ha dormito si e no trenta minuti in macchina, poi si è svegliato ed ha passeggiato con le sue gambette tozze e incurvate nelle vie del paese, tentando di scavalcare la struttura di Rosie, per raggiungere gli altri bimbi che ci giocavano dentro.
Nel ristorante, un furbo angolo attrezzato con giochi, un piccolo scivolo, casette in plastica, un tappeto gommoso: tutti dentro, Giammarco per primo.
Mi sono resa conto che..

Sonno
Riccardo: tassativo sonnellino di almeno un'ora alla mattina e una al pomeriggio. Tutto il resto della giornata veniva riprogrammato in base alle sue nanne.
Giammarco: dorme durante i tragitti in macchina, anche se durano dieci minuti.

Pappa
Riccardo: una borsa contenente passato di verdure fresche liquido, crema di riso o pastina precotta, biberon dell'acqua, biberon del succo, bottiglietta d'acqua di scorta, omogeneizzato da stemperare, merenda di frutta. Sempre una bavaglina prima di mangiare.
Giammarco: biberon dell'acqua del giorno prima (quindi anche a metà), come merenda tappa-buchi dei semplici crackers. L'acqua la recuperiamo da una fontana o al ristorante, per pranzo la pasta avanzata dal fratello, al posto della frutta il gelato avanzato dal fratello. Come bavaglia.. niente bavaglia!

Gioco
Riccardo: ci diamo il cambio io e il papà, ci sediamo alla fine del tavolo per essere liberi di alzarci, mangiamo alternativamente, curiamo il piccolo seguendolo passo per passo nello spazio giochi, che non si infili sotto al cavallino e non si arrampichi sullo scivolo.
Giammarco: ci sediamo dove è più facile tenerlo d'occhio ogni tanto, gli lanciamo occhiate più che altro alla bocca, se ha ancora il ciuccio non può ingoiare nulla di pericoloso. Ogni tanto chiediamo al grande di dargli uno occhio e se lo vediamo arrampicarsi sullo scivolo ci sentiamo orgogliosi di lui, impavido!

Pannolino
Riccardo: pupù o no, dopo un tot di ore si cambia il pannolino. In caso di assenza di piano d'appoggio abbiamo tutto nella borsa, materassino pieghevole, telo in spugna, body e pantaloni di ricambio.
Giammarco: se non è pieno come un uovo non lo cambiamo, se è pieno ma gioca nell'area bimbi e non sentiamo nessun tanfo può aspettare. In bagno lo appoggiamo sul piano di marmo tra i lavandini e sotto utlizziamo la copertina di pile che usiamo in macchina, sul prato, etc. se una mamma con figlio unico in vena di fare il secondo si offre di cambiarlo, le affidiamo il piccolo ripieno, un pannolino e le salviettine umidificate.  Le diamo anche una pacca sulla spalla.

Vestitini
Riccardo: eredita in numero imbarazzante di vestitini (griffatissimi) del cugino, conservati puliti e stirati e piegati e profumati dalla cognata che li ha messi via per età e stagione. Ogni trasferta comporta un cambio completo in caso di esondazione dal pannolino, si sporchi durante la pappa, etc.
Giammarco: i vestiti di terza mano del fartello, non piegati, non stirati, non divisi ma soprattutto non smacchiati. I vestiti dei figli delle mie amiche, comunque in condizioni migliori di quelli conservati da me. Ogni trasferta comporta che mi chiedano 'non hai una magliettina di ricambio?' e io risponda (mentendo) che ho dimenticato la sua borsa del cambio a casa.

Comunque bisognerebbe prima curare un figlio non nostro, per partire belle tranquille e disinibite già con il primo. Crescono lostesso.




venerdì 3 ottobre 2014

Tanto c'è la crisi

Avete mai pensato alla differenza che esiste tra il termine vittima e il termine vittimismo?
Sono due concetti di etimologia identica ma hanno significati nettamente opposti.
In questi anni, tempi, giorni.. sui social si leggono frasi che a me fanno accapponare la pelle. Non sollevo polemiche politico-sociali ne prendo le difese di questo o quello schieramento. Certo è che trovo inutile e stupido espressioni come 'noi andiamo a picco e la Germania ride' o cose simili.
Lasciamo perdere il talento tutto italiano di trasformare Schettino e co. in argomenti da pomeriggio con Barbara D'Urso, ridicolizzando quanto è successo e passando sopra al cuore di chi ha perso un familiare, un figlio, un amico in quelle circostanze (ecco, la varietà delle circostanze non manca mai) mentre invece si punta il riflettore sull'amante, con una certa insistenza su unghie, abito e acconciatura.
Io in prima persona vivo da qualche mese la ricerca di un modo per farmi accreditare periodicamente del denaro.
Non ho usato l'espressione 'ricerca di un lavoro' perchè salvo forse lo statale e le grandi aziende, il privato ormai approfitta in tutti i modi della crisi.
Pensandoci bene, è un alibi vincente.
Con la scusa che c'è crisi mi attirano a colloqui in uffici improbabili, con il corridoio ricavato da mobili messi di sghembo e un tavolo da salotto travestito da sala riunione.
Poi in sede di colloquio (questa ve la devo raccontare) mi spiegano che l'impiegata part-time che stanno cercando (da sei ore, il quattro ore non è concepito) è innanzi tutto flessibile (quindi cercano una stupida che faccia un tempo pieno che si faccia pagare il part-time) ed ha delle basi di contabilità generale e gestione prima nota (ottimo, ce l'ho) che arrivino fino alla stesura del bilancio.
Ecco. La contabilità generale (detta anche CoGe) e la gestione della prima nota (bolle, fatture, vendite e acquisti, banca etc.) sono tutte cose che ho imparato dalla sistematica e continua osservazione di mia madre.
La stesura di un bilancio è un altro mondo. E udite udite: ha un altro costo!
La prima domanda che mi è venuta in mente (ma che non ho fatto perchè generalmente, se disapprovo, le ragioni degli altri mi interessano quanto l'astronomia e la quantistica applicata) è stata: ma perchè non ci metti tua moglie a fare tutta sta roba per seicento euro con la ritenuta d'acconto? (dimenticavo: il periodo di prova non è mica un contratto regolare a tempo determinato.. noooo, costa troppo).
Poi ho pensato a quanto costerebbe sostituire me dalle 8.00 alle 18,00: intanto pagare il pre-scuola e il dopo-scuola, sistemare la casa, fare i compiti a Ricky e portarlo a calcio, stirare. Poi ci sono le cose che una domestica/baby sitter non fa: il bucato, vuotare la lavastoviglie, stendere, cucinare, la spesa, le pappe anticipate del piccolo, sparecchiare e sistemare tutto e non toccare il divano prima che tutti i minorenni di casa siano finalmente a letto.. altro che seicento euro con la ritenuta d'acconto.
Ovvio che ho detto di no ancora prima di lasciare il tugurio.
Il punto a cui voglio arrivare è che se io ironizzo e prendo in giro questo imprenditore che voleva una ragioniera quasi commercialista full-time al costo di un'impiegata generica part-time, non sono io che rido mentre lui va a picco.
E' la Giustizia Divina che lo fa andare a picco, perchè è li che deve stare.
Come sua moglie ho i figli e la casa da mandare avanti e la domestica/baby sitter mi costerebbe comunque più dello stipendio che mi da.
Il problema italiano è questo: penso sempre di appoggiarmi alla tua schiena convincendomi che tu abbia la possibilità di vivere sulla schiena ben più ampia di un altro (tuo marito o tuo padre, che stabilisco a priori essere pieni di soldi, e se non lo sono il problema non è certo il mio).
Tengo la mia casa pulita ma non raccolgo la cacca del mio cane dal marciapiede.
Pensiamo sempre che le vittime siamo noi, gli altri fanno solo finta di avere bisogno.
Questo è l'errore, e la Germania (come tutto il resto del mondo) fa bene a ridere.
Siamo noi che dovremmo smetterla di piangere, tirarci su le maniche e riconoscere alle persone (familiari e collaboratori) quello che fanno, perchè se faccio una cosa e mi viene riconosciuta io la faccio sempre meglio, e se ho uno stipendio e sono soddisfatta magari mi iscrivo in palestra e anche io contribuisco a far fare un piccolo, impercettibile giro all'economia.
Purtroppo la mia indole individualista non mi fa riporre molta fiducia nelle persone, quando si tratta di queste cose.
Mi sembra che generalmente si impieghi il tempo a scoprire come ottenere il massimo investendo il minimo, dietro alla parola crisi, che ormai giustifica qualsiasi bassezza.
Alla radio stamattina ho sentito che, ogni anno, circa diecimila italiani che vanno negli Stati Uniti decidono di rimanerci o comunque di tornarci per stabilirsi li. Che ormai popoliamo in centinaia di migliaia l'Inghilterra, la Spagna e la Romania.
I politici cui addebitiamo tutte le nostre sfortune sono nati e cresciuti in mezzo a noi, la maggiorparte di noi fosse al loro posto se ne fregherebbe e approfitterebbe di tutto senza remore, così come chiede tempo, competenze e professionalità in cambio di pochissimi precari euro al mese a chi si presenta ai colloqui.
Il problema non è chi governa il Paese, ma la maggioranza di quelli che ci vivono.
I pochissimi che si distinguono non assumono mai atteggiamenti vittimistici, crisi o non crisi.
Ma tanto c'è la crisi, quindi va bene tutto.