expr:class='"loading" + data:blog.mobileClass'>

giovedì 26 febbraio 2015

Scarpe..scarpeeee!

Una delle cose che voglio assolutamente andare a vedere è il Museo della Calzatura del Comune di Vigevano.
Sabato e festivi dalle 10.00 alle 18.00.
Ci sono modelli del '700, le scarpe di design e quelle in raso di Marylin Monroe.
Per me è già in agenda!

domenica 22 febbraio 2015

Sfizio leggero

Piacciono i sapori esotici, aspri, freschi?
Tartare di avocado. Perfetta con gamberi o salmone appena scottati.
Un avocado, il succo di due lime, un pomodoro rosso duro, un paio di gambi di sedano. Prezzemolo fresco, olio e sale per condire.
L'abbiamo provata anche al posto della classica salsa guacamole nelle tortillas messicane: promossa!

mercoledì 18 febbraio 2015

Buona idea per la cena

Ecco, della serie voglio qualcosa di sfizioso 'in più' a tavola stasera.
Ci vuole pochissimo. Intanto ci vuole quello che c'è nel frigorifero, cassetto delle verdure, insieme dei 'residuati bellici' tipo: una cipolla non più in forma, i pomodorini che ci siamo dimenticati li dalla settimana scorsa.
Teglia e carta da forno. Si tagliano le verdure con la metà verso l'alto. Sale, pepe, olio, origano (o salvia o erba cipollina essiccate) pan grattato e semi di sesamo.
Tutto nel forno bello caldo, fino a che non si bruciacchia tutto in superficie (l'effetto deve essere come gratinato).
Buonissimo e.. nessuno saprà che erano residuati del frigorifero!

Cambiare secondo natura

Ascoltarsi, seguire la propria corrente.
Spesso capita di volere qualcosa per uno dei suoi aspetti. Spesso capita che tutti gli altri aspetti della cosa desiderata siano in conflitto con ciò che siamo, ma che il nostro entusiasmo ci accechi davanti a cose che invece dovremmo pesare attentamente.
Allora? Ci pensa la vita a dare dei segnali, piccoli e chiarissimi, per farci capire che no.. quella che ci sembra la strada giusta, se la studiamo bene, in realtà non lo è.
Io credo molto nei segni. Sono sicura che certe attese prolungate siano li apposta per obbligarmi a considerare tutto nella maniera esatta.
Non per tirarmi indietro. Al contrario: per farmi agire con consapevolezza.
Una settimana di influenza, una conferma che non arriva. Non vanno letti semplicemente come degli ostacoli, ma come opportunità di pensare a tutti gli aspetti della decisione che si vuole (o che non si vuole) prendere.
Il tempo poi fa tutto il resto: mi rendo conto sempre che la vita è di una esattezza e di una puntualità impressionante.
Oggi ho comprato un mazzo di stupendi tulipani. Che bella e cge forza di rinnovamento ha la stagione che -anche se manca un po- avanza verso la rinascita, la primavera di ogni cosa.
Un miracolo, ogni volta.
Quel che deve succedere,  succede sempre. Senza forza e senza sforzo, avanza proprio come l'inverno si trasforma in primavera.
Cambiare fa sempre paura, lasciare una condizione per viverne un'altra non è facile, più si cresce e più legami si hanno, più spaventa il pensiero di diventare qualcun altro. Si perché alzarsi a un'altra ora, cucinare in un altro momento.. tutto questo cambia qualcosa nell'equilibrio della nostra esistenza. Non sono solo particolari.
Che fare? Aspettare. Lasciare che sia. Perdere cinque minuti nel contemplare i colori e il perfetto disordine di un mazzo di fiori.
Li ho presi apposta.

sabato 14 febbraio 2015

Menomale che sono nata femmina

Oggi se sei uomo e sei single o reduce da una relazione finita è meglio che ti spari direttamente.
È san Valentino gente, buuuuu.. che schifo, che palle, che idioti gli innamorati, abbasso i fiori e le candele a cena, al rogo i cioccolatini e le torte a forma di cuore. San Valentino è una festa commerciale quindi per forza approfittare del pretesto per fare una cosa carina (in più) è segno di amore falso.
Udite udite: il 90% di chi manifesta tanto disgusto è donna! Donna single che non ha trovato l'anima gemella: si vede che ci sono in giro solo uomini romantici, sensibili, uomini che quando sono innamorati si comportano da idioti e addirittura ti portano i Baci Perugina a san Valentino.
Si sa che queste cose alle donne fanno schifo: regali, complimenti, sentirsi come regine. Anche per un giorno,  anche in un'occasione scontata.
Uomini vi siete già sparati vero?
Io vi capisco ma vi sprono a non arrendervi: ci sarà da qualche parte quella che dice che non le interessa che lavoro facciate e lo pensa davvero, quella che anche se siete un po musoni non si scoraggia alla prima alzata di spalle e prova a sciogliervi (riuscendoci, sempre!) con un abbraccio prolungato, quella che sistema con tenerezza il mazzo di margheritone bianche che le avete portato in un giorno banale come questo.
Ci sarà ve lo garantisco.
Oggi ho fatto una torta al cioccolato a forma di cuore che abbiamo mangiato bevendo un caffè e augurandoci buona festa degli innamorati, poco dopo ho ricevuto un mazzo di fiori.
Se li avrei ricevuti comunque? Non lo so, forse no.. dovrebbe interessarmi?
Sui social fioccano post e filmati sarcastici (alcuni fanno morire dal ridere e in tanta ironia si nasconde un enorme amore) altri addirittura fastidiosi, offensivi al 'popolo che stupidamente ama, e ama anche oggi'.
La mia nonna la chiama invidia. E la nonna è difficile che si sbagli.
A chi (si) ama buon giorno di san Valentino.
Agli altri non lo so, non vorrei offendere!
Il libro è una raccolta di cartoline vintage in tema san Valentino, si intitola Valentines, è edito da Jim Heiman per la collana Icons di Taschen.

venerdì 13 febbraio 2015

Senza spina dorsale

Sono una pappamolla lo ammetto.
A parte l'influenza degli ultimi giorni che, va beh, ha colpito il mondo.. non ho più il coraggio di assistere a certe cose.
Dalle analisi anatomiche di figlicidi vecchi tredici anni (ma anche più recenti) agli ultimi 'ritratti d'autore' di genitori che dicono addio ai loro piccoli.
Autore di che?
Fatemi capire perché ci divento pazza su queste cose: un fotografo professionista si è recato negli reparti maternità, ha chiesto quale dei parti non sarebbe andato a buon fine e si è proposto per un ultimo scatto della famiglia al completo?
Ha aspettato in corsia come (secondo la leggenda metropolitana) fanno quelli delle pompe funebri? Aveva un contatto che lo avvisava alla prima occasione?
Ma è cretino? Uccidetelo!
Non ce l'ho fatta a cliccare il link ma purtroppo la preview (mamme e papà con in braccio cuccioli tenerissimi come è normale che sia) mi ha fatto realizzare e la gioia è diventata dolore in un istante.
Non mi esprimo sui genitori perché in certe circostanze non si chiede buon senso, ma il fotografo che scatta, archivia e poi.. cos'altro? La liberatoria l'ha chiesta subito in corsia o ha aspettato che queste povere coppie elaborassero la perdita?
Sono schifata e senza forze davanti a questo voyeurismo che prima si limitava ai pochi che si compravano testate di cronaca nera. Ogni trasmissione di attualità fa audience solo se sviscera almeno un paio di casi di figlicidio alla volta, parte da quello attuale e poi scava fino a quello di anni fa. Mattino, pomeriggio e sera, dal lunedì alla domenica, dodici mesi l'anno.
Io guardo le serie crime, intendiamoci non è che sono Polyanna. Ma che cosa hanno in più, o cosa ho io in meno, quelli che come caterpillar si sciroppano dosi di crudeltà no stop? I conduttori sembrano cantare vittoria al nuovo caso di cronaca, nei loro occhi i contatori degli ascolti impazziscono come slot machines: subito spuntano focus, speciali, approfondimenti. Si ipotizza di tutto, si riesumano conoscenze infantili dei presunti assassini che la prima volta appaiono grezzi e inconsapevoli e alla quarta apparizione sono freschi di parrucchiere coi denti sbiancati e gli occhiali griffati. La tv li prende per la gola "tua figlia ha ammazzato tuo nipote, fatti i colpi di sole e vieni in tv, quando ti ricapita di fare una così bella figura?".
E il pubblico giù a sintonizzarsi (ma non è facile schivare le trasmissioni, questo va detto).
Cosa provoca nell'essere umano sapere che certe persone per certi motivi fanno certe cose?
Sollievo da "in fondo non mi posso lamentare"? Chi sono queste persone? Ce ne sono così tante (visti i numeri) che mi fanno impressione.
Sono normali?
Sono normale io?

giovedì 5 febbraio 2015

Impazienza

Lo considero il mio peggior difetto.
Per gli altri ne avrò di molto più gravi, ma lo vivo malissimo.
Ho deciso che prima cerco di conoscerlo, così poi (come diceva uno spot degli anni '90) lo evito.
Allora, l'impazienza -o perdita di pazienza- può capitare ma se diventa quotidiana porta a frustrazione, irritazione e rabbia.
Paradossalmente l'impazienza porta tendenza alla procrastinazione.
Vediamo come si supera.. primo: un paio di respiri profondi. Poi bisogna imparare a 'lasciar perdere'. Come? La risposta è la più semplice del mondo: facendo pratica.
Se si è impazienti perchè si attende una risposta o la realizzazione di un evento importante -che poi capita a tutti- è sufficiente imparare a gestire questa sensazione affrontandola nelle sue manifestazioni minori (ad esempio le code in macchina).
Indispensabile allontanarsi dalla micro-questione e vedere il quadro più grande. Sembra tanto teorico, ma in realtà capita molto spesso nel pratico: pensando ai ricordi più belli e risalendo al rovescio li si può interpretare come 'ricompense' al nostro sforzo di essere pazienti. Avremmo perseguito gli stessi successi (sia professionali che personali) se avessimo agito con impazienza? Sicuramente no.
Qualche consiglio spiccio (ma utilissimo):
ricordarsi sempre di ciò che conta davvero, perchè spesso si è impazienti per nascondere necessità primare;
ricordarsi sempre che si può ottenere tutto ciò che si vuole, esiste sempre una soluzione, basta cercarla, e non buttarsi sulla prima a portata di ano, perchè ci sembra quella giusta ma sicuramente non lo è, saper attendere il risultato;
essere sempre ottimisti nella vita, che non è una corsa verso un obiettivo, è un viaggio, e come ogni viaggio ha una sua fine, perchè fare di tutto per arrivarci prima?
Infine, rilassarsi e aspettarsi l'inaspettato aiuta a non vivere nell'aspettativa. C'è tempo, e comunque quello che arriva non si può mai prevedere alla lettera, quindi godersi l'attesa approfittandone per fare cose che non ci diamo mai il tempo di fare.