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sabato 1 dicembre 2012

Chi è capace di lavorare a maglia?

Quando ero piccola ci ho provato, più di una volta. Non sono mai stata rilassata e tenevo il filo così tanto tirato che mi venivano i crampi.
Eppure sarebbe bello, ora che sono mamma e che ho tempo di farlo (quando? La sera dopo aver messo a nanna Ricky, rispondo. Ma se mi addormento subito?) creare qualche pezzo unico, tricot. Che chic, con moderazione.
Qualcuno però ha imparato e ne ha fatto uso in modo davvero originale.
Sebastian Errazzuriz insegna. Altro che maglioncini!
Lo scaldacollo, portato come si deve (smoky eyes e cotonata esagerata) da un effetto così east-dark.
Belli i manicotti in maglia sotto la cappa con le maniche tre quarti. Tono su tono, che classe. Luisa Spagnoli.

Sabato a pranzo: stiamo leggeri!

Non so a voi, ma a me le ore del sabato mattina rendono moltissimo.
Sarà per questo che, nella successione di cose da fare (o meglio: nelle cose lasciate da fare in fondo alla settimana causa mancanza di tempo dal lunedì al venerdì) spesso ci si dimentica di fermarsi a preparare il pranzo. Addirittura di mangiare.
Saltare i pasti fa male. Non c'è bisogno di molto tempo. Oggi sono rientrata alle 12.40 e mi sono seduta a tavola alle 13.00 precise, in compagnia di altre quattro persone.
Tante cose sfiziose in piccole terrine, così che nessuno si senta autorizzato a consumarne in quantità eccessiva e che il pasto sia vario e comunque leggero.
Riso bianco bollito e saltato con uova strapazzate.
Carpaccio di spada e salmone affumicato marinato con limone e pepe.
Fagiolata rustica con funghetti e cipolle.
Germogli di soja saltati con aceto e salsa di soja.
Inasalata mista.
Affettato a scelta (scelta di oggi: coppa nostrana).
Formaggio tipo fontina.
Patate prezzemolate.
Fette di pane nero spalmate con poco burro dolce.
Vino bianco fresco (facoltativo, trattandosi di un pranzo del sabato..).

Film perfetto per stasera.. in casa!

Quando non si ha voglia di uscire (e non si hanno impegni) la previsione di una pizza (o del take away cinese) mangiata sul divano a un'ora qualsiasi, davanti a un bel film è pura goduria. Ammettiamolo, da soli, in coppia, con gli amici.
Consiglio per la serata, se non l'avete visto: Per sfortuna che ci sei.
Un film francese tenero e comico. Situazioni leggere, dove il buon gusto francese regna sovrano: abiti, arredi, strade (girato a Parigi, non aggiungo altro) locali, giardini..
Julien Monnier è un abile consulente matrimoniale col vizio della iella. Quella che porta immancabilmente ad ogni donna che lo ricambia nei sentimenti. Dall'adolescenza alla maturità ha di fatto collezionato donne e guai, una pioggia di disgrazie che hanno sfinito le poverine costringendole alla fuga. Ma poi è arrivata Joanna, una creativa designer giovane e ambiziosa, decisa ad amarlo e a resistere alla sventura che puntuale e impietosa si è abbattuta sui suoi progetti e sulla sua vita. (Fonte Mymovies.com).

Donne che si vogliono bene

Stamattina sono stata in clinica a fare una visita ginecologica generica di controllo.
La dottoressa, mia coetanea, due figli, mi ha messo subito a mio agio e la visita -pap test compreso- è durata si e no una decina di minuti. Il pap test preventivo, dopo tre anni, dovrebbe essere gratuito.
Mi ha chiesto se ho mai fatto una visita senologica (no, non l'ho mai fatta) mi ha fatto subito una richiesta per prenotarne una.
So che la mia posizione (non mi faccio mai controllare, sbagliando) può essere criticabile, ma come sono stata informata io stamattina, vorrei condividere le informazioni che mi sono state passate:
la visita senologica è breve e si compone di tre fasi: anamnesi, ispezione e palpazione.
Ancora più della diagnosi precoce, la prevenzione è fondamentale. Non contano solo i fattori genetici o familiari, perchè ognuna di noi ha un suo fattore di rischio individuale.
E' consigliata soprattutto a chi ha un seno generoso, ha allattato. Ma in generale è importantissima per tutte perchè la prevenzione permette di sfruttare le informazioni che abbiamo per diminuire il più possibile il rischio di sviluppare la malattia.

Il mese di Babbo Natale


Forse non tutti sanno che il personaggio in questione deriva dal vescovo, diventato santo, Nicola da Myra (antica città dell'attuale Turchia) che poi è lo stesso santo di Bari. La leggenda olandese dice che San Nicola esortò i suoi parroci a raggiungere i bambini del luogo che, a causa del freddo, erano impossibilitati ad andare in Chiesa. I parroci si recavano dai bimbi muniti di un sacco pieno di regali e in questo modo spiegavano loro chi era Gesù Cristo e quale fosse la sua parola.
Gli olandesi festeggiano Sinterklaas il 5 dicembre.
La mia amica Jet, insieme ad alcune famiglie olandesi facenti parte di una associazione di olandesi in Italia, oggi aveva il pranzo pre-festivo, al Museo di Storia Naturale di Milano.
L'attuale Babbo Natale è il risultato del mix tra la tradizione olandese del portatore di doni e un personaggio britannico già esistente. Vestito da vescovo, con un lungo manto di colore verde bordato di bianco, impersona la bontà del Natale.
Per gli europei, Babbo Natale abita vicino a Rovanjemi, in Lapponia. Per i Norvegesi l'ufficio postale di Babbo Natale si trova a Drobak.
La sera prima di Natale il rituale cambia a seconda delle tradizioni.
Il più seguito prevede di lasciare un bicchiere di latte e dei biscotti per Babbo Natale e una carota per le renne. In olanda si lascia una calza piena di fieno, che, una volta mangiato dalle renne, cede lo spazio a un dono (generalmente una figurina in marzapane).
La storia della lettera a Babbo Natale è molto antica, insieme ai desideri conteneva la dichiarazione di essere stati buoni. In molti paesi gli uffici postali la riconoscono perchè riporta il codice postale 'OHO HOH' (che poi è la tipica esclamazione di Babbo Natale 'oh oh oh!') ed evadono le richieste con una rete di volontari coinvolti per l'occasione.
Si dice che Babbo Natale porti i doni soltanto ai bimbi, che una volta cresciuti non si abbia più diritto a chiedere o ricevere nulla.
Concordo, ma questo non consiste in un vero motivo per cui, da adulti, si debba smettere di credere a Babbo Natale.
Io infatti ci credo ancora.
Buon Dicembre d'amore a tutti.

Demoiselle parisienne

Tornate di moda le cartelle di cuoio. Meglio, le versioni rinnovate nei colori: fluo, acidi, metallizzati.
Ho sempre amato la cartella di cuoio, me ne feci fare una artigianalmente tanti anni fa. Con le tasche davanti, e le patelle con le fibbie come chiusura.
Che bella, ne andavo così fiera. Chissà dove l'ho messa.
Le cartelle di cuoio pesano tantissimo anche vuote. La mia era un macigno. Ma la lunga tracolla permetteva di distribuire il peso e l'effetto fa tanto demoiselle parisienne.
Outfits tipicamente francese, di Sessùn. Brand marsigliese che amo molto.

Il primo week end di Dicembre..

Oggi ho un impegno in centro e ne approfitto per dare un'occhiata a che cosa gira sotto Natale. Qualcuno inizia fin troppo in anticipo con gli addobbi natalizi. Non so voi, ma a me vedere le vetrine di Natale a metà Novembre fa l'effetto contrario a quello sperato dai negozianti: mi infastidisce e mi fa passare la voglia di fare acquisti.
E' come se inconsciamente mi dicessi: di già? C'è tempo..
Così finisce che quando i tempi sono maturi quel negozio mi sembra già vecchio, non entro.
Le vetrine di Artemisia in Carlo Alberto sono comunque da andare a vedere, sempre e da sempre: per scaldarsi il cuore, entrare nell'atmosfera natalizia con tenerezza, rubare qualche idea per gli addobbi casalinghi.
Idea: riutilizzare i rami usati per la decorazione con la civetta di Halloween (che ho dimenticato sul terrazzo, fortunatamente non li ho buttati!) per addobbarli prendendo spunto dalle vetrine.
Con Dicembre sembra inizi anche 'il grande freddo' dunque arrivederci al trench nero indossato sino ad ora, devo rispolverare i piumini. La temperatura si fa seriamente bassa..