Un filo di perle si sa, fa molto chic, molto Hepburn, molto Jackie O'.
Anche dire Jackie O' è più chic che dire Jackie Kennedy, ci avete mai fatto caso, siete d'accordo?.
Io le amo girocollo, un solo filo, sospese sopra il bordo di un maglioncino nero, o comunque con qualcosa di nero nella mise: giacca, golfino abbottonato o pantalone.
In veste assolutamente bon-ton mi fu regalata da mio padre al mio diciotesimo compleanno, montata come un solitario su una corona in oro bianco. E' un anello elegantissimo se portato sull'indice!
Anni dopo mia suocera (una delle persone più dotate di buon gusto che io conosca) mi regalò un filo di perle rosa delle Mauritius, per le quali abbiamo poi scelto insieme il moschettone. Un ovale in oro bianco. Semplice, per questo incantevole.
Una raffinata conoscenza abbastanza recente, nonchè donna di grande cultura -anche- in fatto di perle, mi ha detto che le perle già infilate andrebbero fatte re-infilare, perchè le migliori vengono sempre lasciate nel mezzo, e scegliendo moschettoni da indossare a vista, come fossero diademi, di fatto 'il meglio' si tiene sempre sulla nuca e non davanti.
Tra l'altro guardando il filo di perle rosa le ha definite 'a patata'. Anche qui, quanto fa la persona, la sua allure.. Grazia (e direi che il nome non è casuale, per niente) è riuscita a dare a questa definizione ironica un accento trés chic!
La perla, per la sua naturale crescita stratificata, è legata alle fasi lunari, sessualmente è legata alla donna nella simbologia delle valve della conchiglia in cui nasce, alla maternità, per l'associazione della perla a un feto rinchiuso, al mare, perchè è luogo eletto e regolato anch'esso dalle fasi lunari. Strettamente connessa quindi alla vita, alla nascita, alla crescita, alla morte. E' simbolo di purezza e perfezione: infatti non si altera, nonostante venga estratta dalle acque fangose. Non a caso il Botticelli fece nascere Venere da un'ostrica..
Tornando alle perle-più-belle-sulla-nuca..per non nasconderle, la soluzione è uno chiccosissimo chignon.
Una cascata di perle, tante e pacchianissime, sta d'incanto sulla canottiera a coste o con i bordi slabrati, i jeans stinti.
Carrie docet, io aggiungo un doppiopetto nero da uomo e sottoscrivo!
perchè ogni giorno che passa ed ogni cosa che accade mi convince sempre più: l'amore è l'unica via!
venerdì 10 ottobre 2014
giovedì 9 ottobre 2014
Vita, morte e dignità
Ne parla anche la mia (spensierata, leggera) blogger preferita. Della Maynard, la 29enne che tra meno di un mese, il primo di Novembre, morirà nel suo letto di casa, con marito, famiglia e amici stretti riuniti intorno a lei.
Ha un tumore al cervello molto importante, qualcosa di non curabile, che quando le è stato diagnosticato (quest'anno) le ha dato pochi mesi di vita, non in assenza di dolore.
La notizia viene rappresentata e diffusa in un modo così virale e ben strutturato (video pseduo-promozionale a sostegno del diritto di morire con dignità) che tra la splendida regia e le belle foto ti dimentichi che quella che guardi e che ascolti è a -22.
22 giorni. E poi? Poi prenderà delle pillole prescritte da un medico dell'Oregon (uno dei 5 Stati d'America in cui è consentita l'eutanasia) e si addormenterà sotto gli occhi (disperati? Ma ci pensate?) del marito e compagnia bella.
La mia opinione non la svelo perchè parto sicura con un'idea poi snocciolo bene l'argomento e mi rendo conto che non so davvero cosa pensare, figuriamoci cosa è giusto o no.
Però due cose mi hanno infastidita molto: la spettacolarizzazione della cosa, da parte della stessa Maynard, perchè prestarsi a un video? Cos'è, un modo per dire 'se vuoi farla finita fallo, non c'è mica niente di male, guarda me come sono serena'? e poi la solita schifosa strumentalizzazione dei media e dei produttori stessi del video, che per accompagnare la notizia non usano una foto normale, no scherziamo? Magari il suicidio programmato di una con i capelli crespi e in sovrappeso fa troppi pochi followers, e abbiamo solo 22 giorni ormai per catturarli. Quindi? Quindi usiamo delle foto suggestive, in bianco e nero, magari del giorno del matrimonio. Oppure post-produciamo il viso (già piacevole di suo) così sbattiamo in faccia a tutti una giovane donna bella, col cagnolino in braccio, sorridente, sotto il titolo 'questa donna ha programmato la sua morte per il primo di novembre' (alcuni hanno avuto anche il buon gusto di specificare che non centra nulla la notte di Halloween).
Io non la metto la foto della Maynard, tanto l'avete vista o la vedrete, sicuro.
Non metto nemmeno il link al video promozionale dell'associazione tal-dei-tali che sta facendo girare suggestive immagini tratte dal matrimonio, dagli ultimi viaggi etc.
Come non parlo della mia opinione o di quello che credo sia la vita, o della dignità che in essa permane (o si esaurisce) nella malattia.
L'unica cosa che credo è che forse in presenza di figli avrebbe preso una decisione diversa perchè per dei bambini un mese in più o in meno fa la differenza.
Triste, tutto molto triste, universalmente triste, mediaticamente triste.
Fa meditare? Non lo so. Forse vince la fatalità, sempre, nella vita come nella morte.
Ha un tumore al cervello molto importante, qualcosa di non curabile, che quando le è stato diagnosticato (quest'anno) le ha dato pochi mesi di vita, non in assenza di dolore.
La notizia viene rappresentata e diffusa in un modo così virale e ben strutturato (video pseduo-promozionale a sostegno del diritto di morire con dignità) che tra la splendida regia e le belle foto ti dimentichi che quella che guardi e che ascolti è a -22.
22 giorni. E poi? Poi prenderà delle pillole prescritte da un medico dell'Oregon (uno dei 5 Stati d'America in cui è consentita l'eutanasia) e si addormenterà sotto gli occhi (disperati? Ma ci pensate?) del marito e compagnia bella.
La mia opinione non la svelo perchè parto sicura con un'idea poi snocciolo bene l'argomento e mi rendo conto che non so davvero cosa pensare, figuriamoci cosa è giusto o no.
Però due cose mi hanno infastidita molto: la spettacolarizzazione della cosa, da parte della stessa Maynard, perchè prestarsi a un video? Cos'è, un modo per dire 'se vuoi farla finita fallo, non c'è mica niente di male, guarda me come sono serena'? e poi la solita schifosa strumentalizzazione dei media e dei produttori stessi del video, che per accompagnare la notizia non usano una foto normale, no scherziamo? Magari il suicidio programmato di una con i capelli crespi e in sovrappeso fa troppi pochi followers, e abbiamo solo 22 giorni ormai per catturarli. Quindi? Quindi usiamo delle foto suggestive, in bianco e nero, magari del giorno del matrimonio. Oppure post-produciamo il viso (già piacevole di suo) così sbattiamo in faccia a tutti una giovane donna bella, col cagnolino in braccio, sorridente, sotto il titolo 'questa donna ha programmato la sua morte per il primo di novembre' (alcuni hanno avuto anche il buon gusto di specificare che non centra nulla la notte di Halloween).
Io non la metto la foto della Maynard, tanto l'avete vista o la vedrete, sicuro.
Non metto nemmeno il link al video promozionale dell'associazione tal-dei-tali che sta facendo girare suggestive immagini tratte dal matrimonio, dagli ultimi viaggi etc.
Come non parlo della mia opinione o di quello che credo sia la vita, o della dignità che in essa permane (o si esaurisce) nella malattia.
L'unica cosa che credo è che forse in presenza di figli avrebbe preso una decisione diversa perchè per dei bambini un mese in più o in meno fa la differenza.
Triste, tutto molto triste, universalmente triste, mediaticamente triste.
Fa meditare? Non lo so. Forse vince la fatalità, sempre, nella vita come nella morte.
Non si vergogna più nessuno
Oggi sono polemica. Lo dico all'inizio così chi legge è avvertito.
Non ci posso credere, siamo arrivati al mensile da miseria politico, come il 6 politico di anni fa.
Credevo di essere sola, invece l'epidemia che colpisce imprenditori, organizzazioni, professionisti e chiunque possa decidere liberamente di proporre cifre ridicolmente illegali sta facendo più vittime dell'ebola.
Praticamente siamo arrivati a dire 'lavori gratis, però ti rimborso la benzina'.
Ma siamo matti?
Adesso lo dico: questa gente deve fare la fame, deve proprio chiudere baracca e burattini, adesso.
E invece? Invece no, c'è sempre qualcuno che sta peggio e che magari ha il marito o la moglie a casa e allora 200 euro sono sempre meglio di niente.
Ma sapete che c'è? Che con un paio di scarpe da ginnastica e un k-way si arriva ovunque e la benzina non serve, che c'è sempre una nonna da andare a trovare e che è felice di farti un piatto di riso se lo mangi con lei, o un bambino da portare al parco, oppure qualcuno cui fare la spesa perchè da solo non ce la fa.
Se devo lavorare gratis, lo faccio per qualcuno che ne ha bisogno davvero, perchè quello che mi pagano è il valore che mi danno, niente di più. Se quello che faccio vale 200 euro al mese allora ne possono fare a meno, se non ne possono fare a meno significa che la mia competenza muove qualcosa che a loro interessa, quindi va pagata il giusto, non con una mancetta. Diffido di chi mi chiede di vedere le cose in prospettiva: un'attività che si basa sul lavoro di 'risorse umane' a costo zero non ha nessun futuro, si arrangia per arrivare al necessario per stare in piedi, non avanzerà mai nulla per alzarmi il compenso.
Non si fa carriera dove non ci sono possibilità.
Non ci posso credere, siamo arrivati al mensile da miseria politico, come il 6 politico di anni fa.
Credevo di essere sola, invece l'epidemia che colpisce imprenditori, organizzazioni, professionisti e chiunque possa decidere liberamente di proporre cifre ridicolmente illegali sta facendo più vittime dell'ebola.
Praticamente siamo arrivati a dire 'lavori gratis, però ti rimborso la benzina'.
Ma siamo matti?
Adesso lo dico: questa gente deve fare la fame, deve proprio chiudere baracca e burattini, adesso.
E invece? Invece no, c'è sempre qualcuno che sta peggio e che magari ha il marito o la moglie a casa e allora 200 euro sono sempre meglio di niente.
Ma sapete che c'è? Che con un paio di scarpe da ginnastica e un k-way si arriva ovunque e la benzina non serve, che c'è sempre una nonna da andare a trovare e che è felice di farti un piatto di riso se lo mangi con lei, o un bambino da portare al parco, oppure qualcuno cui fare la spesa perchè da solo non ce la fa.
Se devo lavorare gratis, lo faccio per qualcuno che ne ha bisogno davvero, perchè quello che mi pagano è il valore che mi danno, niente di più. Se quello che faccio vale 200 euro al mese allora ne possono fare a meno, se non ne possono fare a meno significa che la mia competenza muove qualcosa che a loro interessa, quindi va pagata il giusto, non con una mancetta. Diffido di chi mi chiede di vedere le cose in prospettiva: un'attività che si basa sul lavoro di 'risorse umane' a costo zero non ha nessun futuro, si arrangia per arrivare al necessario per stare in piedi, non avanzerà mai nulla per alzarmi il compenso.
Non si fa carriera dove non ci sono possibilità.
lunedì 6 ottobre 2014
Aforismi? No, grazie!
Non so se mi urtino maggiormente le foto dei cani incidentati in cerca di adozione e riscatto o gli aforismi pubblicati nei social.
Bella la condivisione, bello a volte dare un consiglio con una frase azzeccata. Però basta.
Almeno la foto del cane in cerca di casa può portare a smuovere un quasi-deciso a comporre il numero ed accogliere il piccoletto in famiglia.
Ma l'aforisma? A cosa serve esattamente?
Calma, non fraintendetemi, non è una critica all'atteggiamento generoso e altruista di dare un consiglio (non richiesto, permettetelo, ma va beh..) o un incoraggiamneto gratuito a chi ci legge, ma è proprio questo spaccio di frasi pseudo-celebri che un giorno sono di Gandhi, il giorno dopo di Jim Morrison, dopo una settimana di Hitler che mi ha abbondantemente rotto i cabasisi!
Per la cronaca, ho letto tutto il leggibile su Jim Morrison e dubito fortemente che spacciasse frasi sulla positività del pensiero, Jim, quando si è trovato un gay in macchina che ci ha provato più o meno velatamente, ha risposto 'no amico, non è il mio trip' e ha tirato dritto contro il primo palo del Sunset Boulevard che ha trovato, pur di scoraggiarlo una volta per tutte.
E poi ragazzi, 'su de doss' direbbe mia nonna: se siete incazzati e le cose non vanno, prima di tutto e se potete, dedicate qualche sano insulto a chi vi danneggia, fatevi un bel pianto, mangiatevi una tavoletta del cioccolato che preferite e fate una corsa ascoltando canzoni tipo 'Get in the ring' dei Guns'n'Roses e vedrete che sotto la doccia tutto vi sembrerà più leggero.
Rido ripensando a un periodo molto pesante e triste e sotto un certo punto di vista invalidante della mia vita. Ripresa del lavoro dopo le ferie invernali, decido che, invece di iscrivermi al solito massacrante corso di aerofit, gag, aerostep.. mi sarei iscritta a yoga.
Dopo più di un'ora di traffico e di vita lavorativa in famiglia (e chi mi conosce SA che quelli di Beautiful sono dei principianti in confronto) mi infilavo in una sala semibuia con un bastoncino di incenso acceso, una candela e la musica new-age a far da sfondo a questa tipa che parlava di aprire i chakra e pranayama..
Il mio corpo rimaneva fermo, immobile, un freddo boia, non una stilla di sudore, non un'accelerazione del battito. Zero.
Uscivo di li che avevo voglia di incendiare i cassonetti della spazzatura, altro che aprire i chakra..!
Bella la condivisione, bello a volte dare un consiglio con una frase azzeccata. Però basta.
Almeno la foto del cane in cerca di casa può portare a smuovere un quasi-deciso a comporre il numero ed accogliere il piccoletto in famiglia.
Ma l'aforisma? A cosa serve esattamente?
Calma, non fraintendetemi, non è una critica all'atteggiamento generoso e altruista di dare un consiglio (non richiesto, permettetelo, ma va beh..) o un incoraggiamneto gratuito a chi ci legge, ma è proprio questo spaccio di frasi pseudo-celebri che un giorno sono di Gandhi, il giorno dopo di Jim Morrison, dopo una settimana di Hitler che mi ha abbondantemente rotto i cabasisi!
Per la cronaca, ho letto tutto il leggibile su Jim Morrison e dubito fortemente che spacciasse frasi sulla positività del pensiero, Jim, quando si è trovato un gay in macchina che ci ha provato più o meno velatamente, ha risposto 'no amico, non è il mio trip' e ha tirato dritto contro il primo palo del Sunset Boulevard che ha trovato, pur di scoraggiarlo una volta per tutte.
E poi ragazzi, 'su de doss' direbbe mia nonna: se siete incazzati e le cose non vanno, prima di tutto e se potete, dedicate qualche sano insulto a chi vi danneggia, fatevi un bel pianto, mangiatevi una tavoletta del cioccolato che preferite e fate una corsa ascoltando canzoni tipo 'Get in the ring' dei Guns'n'Roses e vedrete che sotto la doccia tutto vi sembrerà più leggero.
Rido ripensando a un periodo molto pesante e triste e sotto un certo punto di vista invalidante della mia vita. Ripresa del lavoro dopo le ferie invernali, decido che, invece di iscrivermi al solito massacrante corso di aerofit, gag, aerostep.. mi sarei iscritta a yoga.
Dopo più di un'ora di traffico e di vita lavorativa in famiglia (e chi mi conosce SA che quelli di Beautiful sono dei principianti in confronto) mi infilavo in una sala semibuia con un bastoncino di incenso acceso, una candela e la musica new-age a far da sfondo a questa tipa che parlava di aprire i chakra e pranayama..
Il mio corpo rimaneva fermo, immobile, un freddo boia, non una stilla di sudore, non un'accelerazione del battito. Zero.
Uscivo di li che avevo voglia di incendiare i cassonetti della spazzatura, altro che aprire i chakra..!
Ma il secondo è diverso
Ieri abbiamo pranzato con la famiglia 'di origine' della nostra adorata Rosie, che si è messa in bella mostra alla Sagra di Dresano, meravigliosa come sempre.
All'ora di pranzo ci siamo seduti in un ristorante che abbiamo raggiunto a piedi.
Giammarco ha dormito si e no trenta minuti in macchina, poi si è svegliato ed ha passeggiato con le sue gambette tozze e incurvate nelle vie del paese, tentando di scavalcare la struttura di Rosie, per raggiungere gli altri bimbi che ci giocavano dentro.
Nel ristorante, un furbo angolo attrezzato con giochi, un piccolo scivolo, casette in plastica, un tappeto gommoso: tutti dentro, Giammarco per primo.
Mi sono resa conto che..
Sonno
Riccardo: tassativo sonnellino di almeno un'ora alla mattina e una al pomeriggio. Tutto il resto della giornata veniva riprogrammato in base alle sue nanne.
Giammarco: dorme durante i tragitti in macchina, anche se durano dieci minuti.
Pappa
Riccardo: una borsa contenente passato di verdure fresche liquido, crema di riso o pastina precotta, biberon dell'acqua, biberon del succo, bottiglietta d'acqua di scorta, omogeneizzato da stemperare, merenda di frutta. Sempre una bavaglina prima di mangiare.
Giammarco: biberon dell'acqua del giorno prima (quindi anche a metà), come merenda tappa-buchi dei semplici crackers. L'acqua la recuperiamo da una fontana o al ristorante, per pranzo la pasta avanzata dal fratello, al posto della frutta il gelato avanzato dal fratello. Come bavaglia.. niente bavaglia!
Gioco
Riccardo: ci diamo il cambio io e il papà, ci sediamo alla fine del tavolo per essere liberi di alzarci, mangiamo alternativamente, curiamo il piccolo seguendolo passo per passo nello spazio giochi, che non si infili sotto al cavallino e non si arrampichi sullo scivolo.
Giammarco: ci sediamo dove è più facile tenerlo d'occhio ogni tanto, gli lanciamo occhiate più che altro alla bocca, se ha ancora il ciuccio non può ingoiare nulla di pericoloso. Ogni tanto chiediamo al grande di dargli uno occhio e se lo vediamo arrampicarsi sullo scivolo ci sentiamo orgogliosi di lui, impavido!
Pannolino
Riccardo: pupù o no, dopo un tot di ore si cambia il pannolino. In caso di assenza di piano d'appoggio abbiamo tutto nella borsa, materassino pieghevole, telo in spugna, body e pantaloni di ricambio.
Giammarco: se non è pieno come un uovo non lo cambiamo, se è pieno ma gioca nell'area bimbi e non sentiamo nessun tanfo può aspettare. In bagno lo appoggiamo sul piano di marmo tra i lavandini e sotto utlizziamo la copertina di pile che usiamo in macchina, sul prato, etc. se una mamma con figlio unico in vena di fare il secondo si offre di cambiarlo, le affidiamo il piccolo ripieno, un pannolino e le salviettine umidificate. Le diamo anche una pacca sulla spalla.
Vestitini
Riccardo: eredita in numero imbarazzante di vestitini (griffatissimi) del cugino, conservati puliti e stirati e piegati e profumati dalla cognata che li ha messi via per età e stagione. Ogni trasferta comporta un cambio completo in caso di esondazione dal pannolino, si sporchi durante la pappa, etc.
Giammarco: i vestiti di terza mano del fartello, non piegati, non stirati, non divisi ma soprattutto non smacchiati. I vestiti dei figli delle mie amiche, comunque in condizioni migliori di quelli conservati da me. Ogni trasferta comporta che mi chiedano 'non hai una magliettina di ricambio?' e io risponda (mentendo) che ho dimenticato la sua borsa del cambio a casa.
Comunque bisognerebbe prima curare un figlio non nostro, per partire belle tranquille e disinibite già con il primo. Crescono lostesso.
All'ora di pranzo ci siamo seduti in un ristorante che abbiamo raggiunto a piedi.
Giammarco ha dormito si e no trenta minuti in macchina, poi si è svegliato ed ha passeggiato con le sue gambette tozze e incurvate nelle vie del paese, tentando di scavalcare la struttura di Rosie, per raggiungere gli altri bimbi che ci giocavano dentro.
Nel ristorante, un furbo angolo attrezzato con giochi, un piccolo scivolo, casette in plastica, un tappeto gommoso: tutti dentro, Giammarco per primo.
Mi sono resa conto che..
Sonno
Riccardo: tassativo sonnellino di almeno un'ora alla mattina e una al pomeriggio. Tutto il resto della giornata veniva riprogrammato in base alle sue nanne.
Giammarco: dorme durante i tragitti in macchina, anche se durano dieci minuti.
Pappa
Riccardo: una borsa contenente passato di verdure fresche liquido, crema di riso o pastina precotta, biberon dell'acqua, biberon del succo, bottiglietta d'acqua di scorta, omogeneizzato da stemperare, merenda di frutta. Sempre una bavaglina prima di mangiare.
Giammarco: biberon dell'acqua del giorno prima (quindi anche a metà), come merenda tappa-buchi dei semplici crackers. L'acqua la recuperiamo da una fontana o al ristorante, per pranzo la pasta avanzata dal fratello, al posto della frutta il gelato avanzato dal fratello. Come bavaglia.. niente bavaglia!
Gioco
Riccardo: ci diamo il cambio io e il papà, ci sediamo alla fine del tavolo per essere liberi di alzarci, mangiamo alternativamente, curiamo il piccolo seguendolo passo per passo nello spazio giochi, che non si infili sotto al cavallino e non si arrampichi sullo scivolo.
Giammarco: ci sediamo dove è più facile tenerlo d'occhio ogni tanto, gli lanciamo occhiate più che altro alla bocca, se ha ancora il ciuccio non può ingoiare nulla di pericoloso. Ogni tanto chiediamo al grande di dargli uno occhio e se lo vediamo arrampicarsi sullo scivolo ci sentiamo orgogliosi di lui, impavido!
Pannolino
Riccardo: pupù o no, dopo un tot di ore si cambia il pannolino. In caso di assenza di piano d'appoggio abbiamo tutto nella borsa, materassino pieghevole, telo in spugna, body e pantaloni di ricambio.
Giammarco: se non è pieno come un uovo non lo cambiamo, se è pieno ma gioca nell'area bimbi e non sentiamo nessun tanfo può aspettare. In bagno lo appoggiamo sul piano di marmo tra i lavandini e sotto utlizziamo la copertina di pile che usiamo in macchina, sul prato, etc. se una mamma con figlio unico in vena di fare il secondo si offre di cambiarlo, le affidiamo il piccolo ripieno, un pannolino e le salviettine umidificate. Le diamo anche una pacca sulla spalla.
Vestitini
Riccardo: eredita in numero imbarazzante di vestitini (griffatissimi) del cugino, conservati puliti e stirati e piegati e profumati dalla cognata che li ha messi via per età e stagione. Ogni trasferta comporta un cambio completo in caso di esondazione dal pannolino, si sporchi durante la pappa, etc.
Giammarco: i vestiti di terza mano del fartello, non piegati, non stirati, non divisi ma soprattutto non smacchiati. I vestiti dei figli delle mie amiche, comunque in condizioni migliori di quelli conservati da me. Ogni trasferta comporta che mi chiedano 'non hai una magliettina di ricambio?' e io risponda (mentendo) che ho dimenticato la sua borsa del cambio a casa.
Comunque bisognerebbe prima curare un figlio non nostro, per partire belle tranquille e disinibite già con il primo. Crescono lostesso.
venerdì 3 ottobre 2014
Tanto c'è la crisi
Avete mai pensato alla differenza che esiste tra il termine vittima e il termine vittimismo?
Sono due concetti di etimologia identica ma hanno significati nettamente opposti.
In questi anni, tempi, giorni.. sui social si leggono frasi che a me fanno accapponare la pelle. Non sollevo polemiche politico-sociali ne prendo le difese di questo o quello schieramento. Certo è che trovo inutile e stupido espressioni come 'noi andiamo a picco e la Germania ride' o cose simili.
Lasciamo perdere il talento tutto italiano di trasformare Schettino e co. in argomenti da pomeriggio con Barbara D'Urso, ridicolizzando quanto è successo e passando sopra al cuore di chi ha perso un familiare, un figlio, un amico in quelle circostanze (ecco, la varietà delle circostanze non manca mai) mentre invece si punta il riflettore sull'amante, con una certa insistenza su unghie, abito e acconciatura.
Io in prima persona vivo da qualche mese la ricerca di un modo per farmi accreditare periodicamente del denaro.
Non ho usato l'espressione 'ricerca di un lavoro' perchè salvo forse lo statale e le grandi aziende, il privato ormai approfitta in tutti i modi della crisi.
Pensandoci bene, è un alibi vincente.
Con la scusa che c'è crisi mi attirano a colloqui in uffici improbabili, con il corridoio ricavato da mobili messi di sghembo e un tavolo da salotto travestito da sala riunione.
Poi in sede di colloquio (questa ve la devo raccontare) mi spiegano che l'impiegata part-time che stanno cercando (da sei ore, il quattro ore non è concepito) è innanzi tutto flessibile (quindi cercano una stupida che faccia un tempo pieno che si faccia pagare il part-time) ed ha delle basi di contabilità generale e gestione prima nota (ottimo, ce l'ho) che arrivino fino alla stesura del bilancio.
Ecco. La contabilità generale (detta anche CoGe) e la gestione della prima nota (bolle, fatture, vendite e acquisti, banca etc.) sono tutte cose che ho imparato dalla sistematica e continua osservazione di mia madre.
La stesura di un bilancio è un altro mondo. E udite udite: ha un altro costo!
La prima domanda che mi è venuta in mente (ma che non ho fatto perchè generalmente, se disapprovo, le ragioni degli altri mi interessano quanto l'astronomia e la quantistica applicata) è stata: ma perchè non ci metti tua moglie a fare tutta sta roba per seicento euro con la ritenuta d'acconto? (dimenticavo: il periodo di prova non è mica un contratto regolare a tempo determinato.. noooo, costa troppo).
Poi ho pensato a quanto costerebbe sostituire me dalle 8.00 alle 18,00: intanto pagare il pre-scuola e il dopo-scuola, sistemare la casa, fare i compiti a Ricky e portarlo a calcio, stirare. Poi ci sono le cose che una domestica/baby sitter non fa: il bucato, vuotare la lavastoviglie, stendere, cucinare, la spesa, le pappe anticipate del piccolo, sparecchiare e sistemare tutto e non toccare il divano prima che tutti i minorenni di casa siano finalmente a letto.. altro che seicento euro con la ritenuta d'acconto.
Ovvio che ho detto di no ancora prima di lasciare il tugurio.
Il punto a cui voglio arrivare è che se io ironizzo e prendo in giro questo imprenditore che voleva una ragioniera quasi commercialista full-time al costo di un'impiegata generica part-time, non sono io che rido mentre lui va a picco.
E' la Giustizia Divina che lo fa andare a picco, perchè è li che deve stare.
Come sua moglie ho i figli e la casa da mandare avanti e la domestica/baby sitter mi costerebbe comunque più dello stipendio che mi da.
Il problema italiano è questo: penso sempre di appoggiarmi alla tua schiena convincendomi che tu abbia la possibilità di vivere sulla schiena ben più ampia di un altro (tuo marito o tuo padre, che stabilisco a priori essere pieni di soldi, e se non lo sono il problema non è certo il mio).
Tengo la mia casa pulita ma non raccolgo la cacca del mio cane dal marciapiede.
Pensiamo sempre che le vittime siamo noi, gli altri fanno solo finta di avere bisogno.
Questo è l'errore, e la Germania (come tutto il resto del mondo) fa bene a ridere.
Siamo noi che dovremmo smetterla di piangere, tirarci su le maniche e riconoscere alle persone (familiari e collaboratori) quello che fanno, perchè se faccio una cosa e mi viene riconosciuta io la faccio sempre meglio, e se ho uno stipendio e sono soddisfatta magari mi iscrivo in palestra e anche io contribuisco a far fare un piccolo, impercettibile giro all'economia.
Purtroppo la mia indole individualista non mi fa riporre molta fiducia nelle persone, quando si tratta di queste cose.
Mi sembra che generalmente si impieghi il tempo a scoprire come ottenere il massimo investendo il minimo, dietro alla parola crisi, che ormai giustifica qualsiasi bassezza.
Alla radio stamattina ho sentito che, ogni anno, circa diecimila italiani che vanno negli Stati Uniti decidono di rimanerci o comunque di tornarci per stabilirsi li. Che ormai popoliamo in centinaia di migliaia l'Inghilterra, la Spagna e la Romania.
I politici cui addebitiamo tutte le nostre sfortune sono nati e cresciuti in mezzo a noi, la maggiorparte di noi fosse al loro posto se ne fregherebbe e approfitterebbe di tutto senza remore, così come chiede tempo, competenze e professionalità in cambio di pochissimi precari euro al mese a chi si presenta ai colloqui.
Il problema non è chi governa il Paese, ma la maggioranza di quelli che ci vivono.
I pochissimi che si distinguono non assumono mai atteggiamenti vittimistici, crisi o non crisi.
Ma tanto c'è la crisi, quindi va bene tutto.
Sono due concetti di etimologia identica ma hanno significati nettamente opposti.
In questi anni, tempi, giorni.. sui social si leggono frasi che a me fanno accapponare la pelle. Non sollevo polemiche politico-sociali ne prendo le difese di questo o quello schieramento. Certo è che trovo inutile e stupido espressioni come 'noi andiamo a picco e la Germania ride' o cose simili.
Lasciamo perdere il talento tutto italiano di trasformare Schettino e co. in argomenti da pomeriggio con Barbara D'Urso, ridicolizzando quanto è successo e passando sopra al cuore di chi ha perso un familiare, un figlio, un amico in quelle circostanze (ecco, la varietà delle circostanze non manca mai) mentre invece si punta il riflettore sull'amante, con una certa insistenza su unghie, abito e acconciatura.
Io in prima persona vivo da qualche mese la ricerca di un modo per farmi accreditare periodicamente del denaro.
Non ho usato l'espressione 'ricerca di un lavoro' perchè salvo forse lo statale e le grandi aziende, il privato ormai approfitta in tutti i modi della crisi.
Pensandoci bene, è un alibi vincente.
Con la scusa che c'è crisi mi attirano a colloqui in uffici improbabili, con il corridoio ricavato da mobili messi di sghembo e un tavolo da salotto travestito da sala riunione.
Poi in sede di colloquio (questa ve la devo raccontare) mi spiegano che l'impiegata part-time che stanno cercando (da sei ore, il quattro ore non è concepito) è innanzi tutto flessibile (quindi cercano una stupida che faccia un tempo pieno che si faccia pagare il part-time) ed ha delle basi di contabilità generale e gestione prima nota (ottimo, ce l'ho) che arrivino fino alla stesura del bilancio.
Ecco. La contabilità generale (detta anche CoGe) e la gestione della prima nota (bolle, fatture, vendite e acquisti, banca etc.) sono tutte cose che ho imparato dalla sistematica e continua osservazione di mia madre.
La stesura di un bilancio è un altro mondo. E udite udite: ha un altro costo!
La prima domanda che mi è venuta in mente (ma che non ho fatto perchè generalmente, se disapprovo, le ragioni degli altri mi interessano quanto l'astronomia e la quantistica applicata) è stata: ma perchè non ci metti tua moglie a fare tutta sta roba per seicento euro con la ritenuta d'acconto? (dimenticavo: il periodo di prova non è mica un contratto regolare a tempo determinato.. noooo, costa troppo).
Poi ho pensato a quanto costerebbe sostituire me dalle 8.00 alle 18,00: intanto pagare il pre-scuola e il dopo-scuola, sistemare la casa, fare i compiti a Ricky e portarlo a calcio, stirare. Poi ci sono le cose che una domestica/baby sitter non fa: il bucato, vuotare la lavastoviglie, stendere, cucinare, la spesa, le pappe anticipate del piccolo, sparecchiare e sistemare tutto e non toccare il divano prima che tutti i minorenni di casa siano finalmente a letto.. altro che seicento euro con la ritenuta d'acconto.
Ovvio che ho detto di no ancora prima di lasciare il tugurio.
Il punto a cui voglio arrivare è che se io ironizzo e prendo in giro questo imprenditore che voleva una ragioniera quasi commercialista full-time al costo di un'impiegata generica part-time, non sono io che rido mentre lui va a picco.
E' la Giustizia Divina che lo fa andare a picco, perchè è li che deve stare.
Come sua moglie ho i figli e la casa da mandare avanti e la domestica/baby sitter mi costerebbe comunque più dello stipendio che mi da.
Il problema italiano è questo: penso sempre di appoggiarmi alla tua schiena convincendomi che tu abbia la possibilità di vivere sulla schiena ben più ampia di un altro (tuo marito o tuo padre, che stabilisco a priori essere pieni di soldi, e se non lo sono il problema non è certo il mio).
Tengo la mia casa pulita ma non raccolgo la cacca del mio cane dal marciapiede.
Pensiamo sempre che le vittime siamo noi, gli altri fanno solo finta di avere bisogno.
Questo è l'errore, e la Germania (come tutto il resto del mondo) fa bene a ridere.
Siamo noi che dovremmo smetterla di piangere, tirarci su le maniche e riconoscere alle persone (familiari e collaboratori) quello che fanno, perchè se faccio una cosa e mi viene riconosciuta io la faccio sempre meglio, e se ho uno stipendio e sono soddisfatta magari mi iscrivo in palestra e anche io contribuisco a far fare un piccolo, impercettibile giro all'economia.
Purtroppo la mia indole individualista non mi fa riporre molta fiducia nelle persone, quando si tratta di queste cose.
Mi sembra che generalmente si impieghi il tempo a scoprire come ottenere il massimo investendo il minimo, dietro alla parola crisi, che ormai giustifica qualsiasi bassezza.
Alla radio stamattina ho sentito che, ogni anno, circa diecimila italiani che vanno negli Stati Uniti decidono di rimanerci o comunque di tornarci per stabilirsi li. Che ormai popoliamo in centinaia di migliaia l'Inghilterra, la Spagna e la Romania.
I politici cui addebitiamo tutte le nostre sfortune sono nati e cresciuti in mezzo a noi, la maggiorparte di noi fosse al loro posto se ne fregherebbe e approfitterebbe di tutto senza remore, così come chiede tempo, competenze e professionalità in cambio di pochissimi precari euro al mese a chi si presenta ai colloqui.
Il problema non è chi governa il Paese, ma la maggioranza di quelli che ci vivono.
I pochissimi che si distinguono non assumono mai atteggiamenti vittimistici, crisi o non crisi.
Ma tanto c'è la crisi, quindi va bene tutto.
lunedì 29 settembre 2014
Let There Be Rock ha stra-vinto la Red Bull Soapbox Race!
Torino, 28 settembre 2014. Sono circa le 17.00 il sole non è caldissimo e questo ci permette di arrivare a quest'ora ancora in forze, le prime macchine sono scese dalle 14.00 e la nostra Rosie, che porta il numero 50, solcherà l'asfalto torinese tra pochi minuti.
La giornata è iniziata presto: sveglia, gestione del poppante, partenza insieme ai nonni per quel di Torino.
Piazza Crimea è chiusa al traffico e l'odore di paglia delle protezioni a lato pista ci riempie le narici. Cerchiamo e troviamo un posto vicino all'arrivo, iniziamo la nostra risalita a piedi verso il luogo 'dove tutto avrà inizio'.
Arrivati in cima ecco la sfilata di concorrenti: panini farciti, lumache dal cartoon Turbo, forni con all'interno polli arrosto con patate, formula uno fatte di Lego, Pinocchio, personaggi di Cattivissimo Me e poi.. poi li sento gli AC/DC che graffiano l'aria ed eccola li.
Protetta da due torri di Marshall a farle da bodyguard, bella come il sole, Rosie sembra mettersi in mostra e godersi in silenzio i complimenti di tutti.
Davanti a Rosie, un disinibito e trionfale Angus Young in cui riconosco il mitico amico Matteo, che corro ad abbracciare forte. Poi Jimi-Gianluca-Hendrix mi sorride e mentre ammiro il travestimento di Axl-Carlo-Rose corro a baciare il 'mio' consorte: Jim Morrison!
Le quattro 'rockstar per un giorno' si divertono a posare davanti alla loro creatura: telaio in legno di abete e alluminio, costruita con tre Diavoletto Gibson SG, il posteriore costituito dalla riproduzione di un amplificatore Marshall (perfettamente funzionante!) e l'immancabile coda a punta.
Fanno foto con amici e bimbi in visita all'evento, sfoggiano sorrisi divertiti e spensierati, ignari di doverli esibire qualche ora dopo, reggendo il trofeo Red Bull Soapbox Race, sul podio!
Il team Let There Be Rock trionfa senza pari, secondo un giudizio basato su tre varianti: la coreografia iniziale (un liscio accennato da Morrison travestito da Cesira che balla con Hendrix, davanti a un muro di amplificatori abbattuto da Axl Rose che entra sulle note di Shoot To Thrill con Angus che irrompe e sul finale spara a tutti con la sua chitarra) il tempo di discesa (50 secondi) e la creatività nella concezione e progettazione della macchina (e qui non c'era storia per nessuno).
Ma la notizia non è arrivata senza farci sudare.. secondi nella classifica parziale dietro a un pollo arrosto molto (troppo, posso dirlo?) ben organizzato (per non dire supportato, spinto, brandizzato..) abbiamo temuto la retrocessione a causa di alcuni concorrenti che, dopo la nostra gara, si sono distinti per l'esibizione o per velocità superiore.
Sentiamo quindi il terzo posto (Cappuccetto Rotto), il secondo (Pollocar, appunto) e iniziamo a non crederci più. Poi però Omar Fantini svela qual'è il terzo criterio di valutazione, ed a quel punto ho pensato 'è nostro, sulla creatività e realizzazione non ci batte nessuno'.
Dopo un 'Torino voglio il terremotooooooo, vince la Red Bull Soapbox Race edizione 2014..' e poi scandita 'LET-THERE-BE-ROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOCK!' perdo irrimediabilmente le corde vocali, mi giro verso il team (chi aveva figli, se li è messi in spalla per far guardare da lontano la premiazione) e vedo che avanzano scavalcando transenne e balle di fieno, Jim Morrison si strappa i pantaloni di pelle saltando sul podio con Ricky in spalla che urla come in preda a un esorcismo, i ragazzi esultano, urlano, si abbracciano, inizia a scorrere lo champagne che ci lava tutti, tifosi e famiglie, ben contenti della doccia alcolica.
E' successo, Rosie li ha portati nell'Olimpo senza farsi nemmeno un graffio.
Domenica prossima sarà insieme al suo team e al genio che l'ha concepita, nonno Giordano, a festeggiare in giro per una festa di paese, quindi se qualcuno volesse vederla, la festa è a Dresano (MI).
Una delle prossime domeniche, su Italia Uno nel pomeriggio (ma prometto di far girare data e ora appena lo so) la gara, il back stage e il post-podio verranno trasmessi in televisione.
Grazie per tutte queste emozioni Rosie.
Grazie Carlo, Gianluca, Matteo e Mauro. Meritevolissimi e meravigliosi.
La giornata è iniziata presto: sveglia, gestione del poppante, partenza insieme ai nonni per quel di Torino.
Piazza Crimea è chiusa al traffico e l'odore di paglia delle protezioni a lato pista ci riempie le narici. Cerchiamo e troviamo un posto vicino all'arrivo, iniziamo la nostra risalita a piedi verso il luogo 'dove tutto avrà inizio'.
Arrivati in cima ecco la sfilata di concorrenti: panini farciti, lumache dal cartoon Turbo, forni con all'interno polli arrosto con patate, formula uno fatte di Lego, Pinocchio, personaggi di Cattivissimo Me e poi.. poi li sento gli AC/DC che graffiano l'aria ed eccola li.
Protetta da due torri di Marshall a farle da bodyguard, bella come il sole, Rosie sembra mettersi in mostra e godersi in silenzio i complimenti di tutti.
Davanti a Rosie, un disinibito e trionfale Angus Young in cui riconosco il mitico amico Matteo, che corro ad abbracciare forte. Poi Jimi-Gianluca-Hendrix mi sorride e mentre ammiro il travestimento di Axl-Carlo-Rose corro a baciare il 'mio' consorte: Jim Morrison!
Le quattro 'rockstar per un giorno' si divertono a posare davanti alla loro creatura: telaio in legno di abete e alluminio, costruita con tre Diavoletto Gibson SG, il posteriore costituito dalla riproduzione di un amplificatore Marshall (perfettamente funzionante!) e l'immancabile coda a punta.
Fanno foto con amici e bimbi in visita all'evento, sfoggiano sorrisi divertiti e spensierati, ignari di doverli esibire qualche ora dopo, reggendo il trofeo Red Bull Soapbox Race, sul podio!
Il team Let There Be Rock trionfa senza pari, secondo un giudizio basato su tre varianti: la coreografia iniziale (un liscio accennato da Morrison travestito da Cesira che balla con Hendrix, davanti a un muro di amplificatori abbattuto da Axl Rose che entra sulle note di Shoot To Thrill con Angus che irrompe e sul finale spara a tutti con la sua chitarra) il tempo di discesa (50 secondi) e la creatività nella concezione e progettazione della macchina (e qui non c'era storia per nessuno).
Ma la notizia non è arrivata senza farci sudare.. secondi nella classifica parziale dietro a un pollo arrosto molto (troppo, posso dirlo?) ben organizzato (per non dire supportato, spinto, brandizzato..) abbiamo temuto la retrocessione a causa di alcuni concorrenti che, dopo la nostra gara, si sono distinti per l'esibizione o per velocità superiore.
Sentiamo quindi il terzo posto (Cappuccetto Rotto), il secondo (Pollocar, appunto) e iniziamo a non crederci più. Poi però Omar Fantini svela qual'è il terzo criterio di valutazione, ed a quel punto ho pensato 'è nostro, sulla creatività e realizzazione non ci batte nessuno'.
Dopo un 'Torino voglio il terremotooooooo, vince la Red Bull Soapbox Race edizione 2014..' e poi scandita 'LET-THERE-BE-ROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOCK!' perdo irrimediabilmente le corde vocali, mi giro verso il team (chi aveva figli, se li è messi in spalla per far guardare da lontano la premiazione) e vedo che avanzano scavalcando transenne e balle di fieno, Jim Morrison si strappa i pantaloni di pelle saltando sul podio con Ricky in spalla che urla come in preda a un esorcismo, i ragazzi esultano, urlano, si abbracciano, inizia a scorrere lo champagne che ci lava tutti, tifosi e famiglie, ben contenti della doccia alcolica.
E' successo, Rosie li ha portati nell'Olimpo senza farsi nemmeno un graffio.
Domenica prossima sarà insieme al suo team e al genio che l'ha concepita, nonno Giordano, a festeggiare in giro per una festa di paese, quindi se qualcuno volesse vederla, la festa è a Dresano (MI).
Una delle prossime domeniche, su Italia Uno nel pomeriggio (ma prometto di far girare data e ora appena lo so) la gara, il back stage e il post-podio verranno trasmessi in televisione.
Grazie per tutte queste emozioni Rosie.
Grazie Carlo, Gianluca, Matteo e Mauro. Meritevolissimi e meravigliosi.
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