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giovedì 13 giugno 2013

Sano egoismo

Un po' di egoismo ci vuole.
Non che non ne sia capace, però diciamo che la mia prima reazione a una situazione di stress altrui è 'come si potrebbe risolvere?'.
Mentre invece dovrebbe essere 'è altrui, appunto, quindi non mio'.
Saranno gli ormoni, il caldo, la gravidanza.. no. Non è vero. Rifaccio, daccapo.
Non ho sbalzi ormonali, non soffro eccessivamente il caldo, la gravidanza è bellissima.
Sono proprio gli altri (certi altri) che mi stressano.
Sono le cose cui penso se mi sveglio alle tre del mattino e non riesco più a dormire (che di per se non sarebbe un problema, perchè mi alzo e leggo e se è più tardi mi alzo e stiro, che mi rilassa) che mi stressano.
Oggi ho preso una decisione: condividere.
In realtà già lo faccio, ma con quell'anima pia di mio marito, che apparentemente sembra avere una pazienza e una sobrietà nelle risposte senza fine (prima o poi mi urlerà in faccia di smetterla e lo dichiaro da subito: avrà ragione).
Oggi ho condiviso con una delle persone che lo stressatore crede di tenere al riparo dai propri sfoghi. Così gli ho fatto scacco, o almeno spero.
La cosa dovrebbe essere: A non risolve, si sfoga con B per proteggere C.
Colpo di scena: B ne ha le tasche piene, chiama C e gli riferisce quel che gli ha detto A.
Così A la prossima volta ci pensa due volte a mettere addosso l'ansia a B. Che è anche incinta. Tra le altre cose.
Poi, se il problema che affligge A è vero, B e C uniscono le forze e si stancano di meno. Se il problema che affligge A è la solita menata, B se l'è levato di torno e lo ha sbolognato a C.
In ogni caso, B ha il tempo di farsi un giro al parco, togliersi le scarpe, e leggersi un libro in santa pace.

lunedì 10 giugno 2013

Frullati!

Dopo un week end (e con ciò intendo a partire dalla cena di venerdì sera) a base di gelato, grigliate e stuzzichini non proprio salutari.. conviene fare un po' di disintossicazione da carne, sale e grassi integrando frutta fresca di stagione, piena di acqua e di zuccheri semplici, colorata e profumata, che mette anche allegria.
Mattina: un caffè macchiato e un frullato fatto con mezza banana, una piccola pesca noce, mezza pera e quattro lamponi.
Spuntino spezzafame: una fetta di anguria, otto ciliegie e sei/otto cubetti (sono molto zuccherati) di frutta disidratata, io ho messo melone, papaya, ananas.
Merenda: mezza banana, una fetta di melone maturo e mezza mela gialla.
In questo modo si introducono vitamine, acqua, sali minerali, diversi antiossidanti.
Un risottino giallo a pranzo e per la cena tonno in scatola con fagioli cannellini, pomodori al forno e crostini di pane raffermo profumati all'aglio.

venerdì 7 giugno 2013

Giardinaggio

Abbiamo re-invasato la piantita di fragole che ci hanno dato all'asilo. Ieri sono venuta via con in mano una serie di oggetti, lavoretti, vasetti e disegnini.. mi ci voleva un trolley!
Ma nessuna delle insegnanti pensa che non arriviamo con il rimorchio?
Vediamo se questo piccolo strawberryfield domestico darà qualche frutto. La stagione è quella giusta, la piantina 'funziona' perchè c'è già una fragola rossa e un altro paio che devono maturare. Quindi se non attecchisce.. è colpa del nostro rinvaso.
A momenti, per interrare le fragole, Rikcy mi uccideva il basilico.. non è proprio delicatissimo.
Però eravamo ben attrezzati: un'amica ci ha regalato un set completo da giardiniere, fatto apposta per i bimbi.
Guanti, rastrello per dissodare, paletta per scavare, annaffiatoio per bagnare le piante e tre vasetti in latta blu.
Annaffiamo e.. incrociamo le dita!

giovedì 6 giugno 2013

Sono una trend-setter!

L'avevo anticipato io, tempo fa, con il mio post sulla felicità di fare la casalinga felice, che occuparsi di casa e dell'home management, non è così male. Anzi.
Compro il numero di giugno di una delle mie riviste preferite (o meglio, la preferita, visto che le altre più che consigliarti che tipo di punturina ti toglie quel tipo di rughetta non fanno: ma basta) e cosa leggo in copertina?
Magnifico, sono pienamente d'accordo. Certo, la maggiorparte delle home manager di oggi ha scoperto questa gioia 'grazie' alla perdita del posto di lavoro o in seguito alla negazione di condizioni un minimo favorevoli dopo la nascita dei figli, però.. nessuna di queste dice 'tornerei indietro'.
L'ho sempre pensato: ci si può pentire di aver sacrificato famiglia e figli per il lavoro, a sessant'anni. Ma non ci si pentirà mai di aver messo al mondo dei figli e di averli cresciuti in armonia (che contribuisce all'equilibrio anche di chi invece a lavorare ci va tutte le mattine) seppur questo implichi un certo numero di rinunce. Inutile negarlo.
Ma noi donne siamo piene di risorse, ci inventiamo strategie continuamente.
Con una certa soddisfazione, tra l'altro, o sbaglio?




mercoledì 5 giugno 2013

Ora che ci penso..



..quando è uscito l'iPad sembrava che non si potesse vivere senza. Come dell'aperitivo nel locale cool, o dell'ultimo modello di scarpa con la suola di gomma alta (che al di la del mio rifiuto del seguire le mode, trovo di una bruttezza aberrante).
Io non l'ho mica comprato l'iPad.
"Certo", mi si può dire, "nemmeno un modello di iPhone che rimpiazzi il primo che è uscito, cinque anni fa eri avanti". Cinque anni fa me lo ha regalato mio padre, sennò avevo ancora il Motorola di Hello Kitty.
Io controbatto dicendo che funziona benissimo, la batteria che mi ha sostituito mio marito dura almeno 48 ore. Come? Non posso scaricare le app più recenti?
Santo cielo, che tragedia!
Il punto è che non mi piace essere (troppo) dipendente dall'opinione altrui, dagli stereotipi altrui, somigliare troppo agli altri.
Ovvio che un minimo ne vengo influenzata, ma a me che mi si metta su l'etichetta come il bollino "Colmar" sui piumini dell'inverno appena passato..proprio non va.
Credetemi quando dico che si fa molta più fatica a cercare di abbinare cose vecchie a cose anonime o a pezzi firmati ma passati come faccio io, che non ad entrare nel negozio in centro e comprare quello che si è visto addosso ad (almeno) quindici persone nel tragitto tra il posteggio e il negozio (che poi io il posteggio mica lo faccio sempre, cerco di andare a piedi il più possibile: risparmio e mi tengo in forma).
Per non parlare dei grandi store (Zara, Promod, H&M, etc.) che propongono total look che la maggior parte delle persone sembra togliere dal manichino e mettersi addosso: almeno un filo di astuzia, mischiare!
Insomma, con la crisi vengono al pettine tutti i nodi. Ma proprio tutti. Chi soffre perché è ancora legato a certe cose e deve (come tutti ormai, la crisi è democratica) fare economia, soffre sul serio. Si frustra, poveretto.
Diventa difficile essere performante, mantenere lo status-symbol con quei dieci cristiani che gli gravitano attorno durante l'aperitivo, e che non cambiano mai..
Io me ne frego, facevo la spesa al discount prima, la faccio anche ora. Mi dilettavo a trovare pezzi unici e a bassissimo prezzo tra mercatini e offerte speciali (basta avere gusto, la moda è roba per chi non ne ha) e lo faccio anche ora.
Ho risparmiato? Messo via più soldi?
Macché, li ho spesi comunque (magari peró in altri piccoli piaceri o cose utili che mi hanno semplificato la vita, a me come alla mia famiglia).
Peró la mia faccia non mente, vivo serenamente le restrizioni se vanno fatte, sorrido alla vita e se c'è un ostacolo so che ho la 'squadra' giusta per superarlo, idem se si deve rinunciare a qualcosa.
Hai detto niente.
E tutto questo, udite udite, senza iPad, con un vecchio iPhone che ora ha pure il vetro rotto (incidente domestico con lo spray anti formiche: dopo cinque anni è ancor più 'sopravvissuto').
Qualche giorno fa ho chiesto a una persona, dopo un po' di tempo che non la sentivo "tu, come stai?".
Risposta "bene, il lavoro si è ripreso".
No comment.
Per me, tanto bene non sta.

martedì 4 giugno 2013

Se non è zuppa...

Ad alcuni non piace il 'pane bagnato'.
In qualsiasi modo.
Io, al contrario, ne vado matta.
Ricordo che mio padre, quando ero piccola, si faceva dopo cena una tazza di latte freddo inzuppando il pane avanzato a tavola.
Proprio come un dessert.
Il sangue non è acqua: mi capita di pranzare con pane e latte freddo. Se il pane è raffermo, ancora meglio. Che delizia.
Un altro modo di utilizzare il pane, quando non è fresco, è quello di inzupparlo con poca acqua e  condirlo come si fa con le friselle: olio extravergine di oliva, pomodori schiacciati, sale, basilico fresco e origano.
Poi c'è la panzanella. Ricetta rustica della tradizione contadina toscana, di cui mi ha parlato un'amica polacca (esatto: io non sapevo nemmeno che esistesse).
In una ciotola capiente si mischiano cipolle rosse tagliate a rondelle (lasciate un po' nell'acqua fredda e aceto bianco), un cetriolo pelato, i pomodorini a cubetti.
Il pane raffermo (ideale la pagnotta, ma va bene quello che avanza in casa), preferibilmente privato della crosta, va leggermente bagnato di acqua e aceto rosso (meglio evitare di immergerlo).
Si spezzetta con le mani il pane appena si ammolla, ed una buona quantità di foglie di basilico. Si amalgamano tutti gli ingredienti ed infine si condiscono con olio extravergine di oliva, sale e pepe.
E' necessario far riposare l'insalata in frigorifero, per circa un'ora, così si insaporisce meglio.
Alcune varianti prevedono l'aggiunta di tonno e acciughe, rucola o olive nere: ottimo piatto estivo, da terrazzo!


lunedì 3 giugno 2013

..che dolore!

Oggi mi posso permettere di parlarne con serenità. Ieri ho passato delle interminabili ore di dolore autentico e insostenibile.
Ne sa qualcosa il povero braccio di Mauro, che stringevo ad ogni attacco e che -avessi avuto le unghie lunghe- avrei bucato più di una volta.
Il tutto 'comodamente' seduti sulle poltroncine della sala d'attesa del pronto soccorso: quattro ore ad aspettare. Un incubo.
Dopo tredici anni (e con un tempismo incredibile, vista la gravidanza) si è risvegliata una infiammazione al nervo trigemino che credevo (speravo) fosse ormai cosa passata.
Come anni fa, mi ha preso la parte destra del volto.
Ricordo di aver pensato, allora, che non ho mai sentito un dolore più insopportabile e massacrante. che non lo avrei augurato al mio peggior nemico.
Oggi (dopo aver avuto un parto naturale con travaglio e contrazioni e tutto da copione) confermo.
Comunque sono stata fortunata perchè, non potendo fare la stessa cura di tredici anni fa (si cura con gli antiepilettici) l'unico farmaco che si può prendere senza problemi in gravidanza (a base di paracetamolo) basta, almeno per ora, a tenere tutto sotto controllo. Con tre o quattro giorni di paracetamolo ogni otto ore il nervo di dovrebbe sfiammare.
Nel frattempo devo stare attenta a non esagerare in qualsiasi attività che coinvolga il nervo del trigemino. Quindi occhi, orecchie, mandibola, lingua.. praticamente sto bene al buio, in silenzio.
Poche telefonate, poca luce, masticare lo stretto necessario.
Dato che il piccoletto nella mia pancia deve crescere, mi sono sbizzarrita in 'pappette' che adoro, come ad esempio lo yogurt con i lamponi freschi e i cereali.
Poco male anche per il mantenimento del mio peso, che in questi ultimi tre mesi (sono al settimo!) sarà messo a dura prova.
Buoni i lamponi, anche da soli.
Vanno lavati -a parte con il bicarbonato- molte volte, va cambiata spesso l'acqua.
Evviva! Con la bella stagione è finalmente comparsa sui banchi dei supermeracti anche l'anguria, di cui vado letteralmente ghiotta.
Ne mangio una fetta ogni tanto, per dissetarmi e perchè il suo zucchero fa venir voglia al piccoletto di compiere tante capriole..fin che può. Tra un po' non avrà più molto spazio per piroettare. Sono alla ventisettesima settimana, in questo periodo il piccolo pesa circa un chilo ed è lungo intorno ai trentacinque cetrimentri. Ha poco meno di tre mesi per triplicare il suo peso.
In questo periodo di solito il ritmo sonno-veglia è abbastanza definito, apre e chiude regolarmente le palpebre.
Di solito, dorme quando mi muovo e si muove quando mi fermo. Questo perchè è in grado di avvertire la sensazione di movimento che lo fa sentire cullato, mentre si attiva quando sente che c'è quiete. In un certo senso è cosciente e curioso!