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domenica 1 marzo 2015

E va bene: parliamo di queste 50 sfumature..

Una cara amica mi ha detto che non posso saltare a pié pari un simile trend del momento.
Non riconoscendo il trend, stavo passando oltre ma ok.. faccio un passo indietro.
Intanto una premessa: prima di leggere il primo volume della trilogia sfumata, avevo iniziato il primo volume della trilogia Febbre, Fuoco, Furia.
La trilogia delle cose che iniziano con la F. Ecco.
Perché ho scelto la Febbre e non le Sfumature?
Perché sono così: se si usavano le Timberland io mi mettevo le Clarks (tarocche, perché con 120 mila lire me ne compravo almeno cinque paia di tutti i colori, tanto i calzini si coloravano e i piedi si  ghiacciavano proprio come con le originali).
Ho sempre detestato seguire la corrente, il non-gusto dilagante. Sopra ogni cosa detestavo, e detesto, uscire e vedere che qualcuno indossava una cosa identica alla mia. Mi faceva sentire simile a qualcun altro.
E io sono snob dentro.
Torniamo ai libri.
Leggo le prime 60 pagine di quasi-pornografia di Febbre (questa ha le palle e almeno si esprime volgarmente) e qualcosa non mi torna: un dispotico maleducato maschilista che è il migliore amico di tuo fratello e sa che siete orfani da anni per un tragico incidente che vi ha portato via entrambi i genitori innamorati, che ti assume e ti tiene sotto la scrivania a darti da fare mentre ha una conference call.. la mattina ha l'alito profumato di violetta? (non la cantante).
Ma solo noi comuni terrestri (cioè tutte tranne quelle laureate coi massimi voti che fanno le cassiere gratis in una pasticceria gestita da una coppia di anziani tanto tenera) abbiamo nel letto uno che la mattina è in grado di modificare il meteo con l'alito??
Questa non corrispondenza tra la bassa volgarità del momento hot e la classe che trasuda in frangenti in cui una puzzetta sotto le lenzuola è il minimo sindacale mi insospettisce.
Altra premessa: quando ho sentito del successo riscosso dalle sfumature e ho visto l'aspetto dell'autrice, devo confessare che  ho pensato 'ah, ecco perché'. Non è discriminazione. Ma a meno che questa non fosse ricca sfondata e si pagasse i migliori gigolò sul mercato, se tutto va bene il marito è stato il suo primo e unico uomo. E questo spiega la visione surreale che ha delle relazioni sessuali basate sulla pura attrazione fisica tra uno strafigo e una strafiga.
A un certo punto mi viene la brillante idea di andare a vedere che aspetto avesse anche la (decisamente più) spinta autrice della trilogia delle cose che iniziano con la F.
Si, è quella nella foto. Tutto chiaro, no?
Comunque io il film non l'ho visto e non lo voglio vedere perché nell'anno dei 40 non mi attizza un 27enne con tanta esperienza in qualsiasi cosa della vita che a confronto Di Caprio in Titanic è un pivello.
Magari se fosse stato un 27enne con la Renault 4 che seduce una donna qualunque facendole scoprire di essere una ninfomane, con i suoi calzini bianchi di spugna dentro le All Stars e gli ormoni a palla.. come la intitolo la trilogia?