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martedì 4 marzo 2014

I libri di Fabio Volo

Sto leggendo La strada verso casa.
L'ultimo libro di Fabio Volo.
Mi sta simpatico Fabio. Non lo amo molto come attore (anzi, mi annoia un po') ma mi piace alla radio, non nei programmi tv. Non ci avevo mai pensato, forse nella mia testa il suo modo di fare e la sua faccia non si associano nel modo giusto. Boh.
Comunque il libro è carino, nel senso che appena ho due minuti liberi (con un figlio di sei anni e uno di sei mesi è dura trovare più di due minuti liberi..) lo prendo e riprendo la lettura.
Non so cosa ci sia che mi piace.
Lo trovo molto simile ai precedenti (nel senso che riconsoco benissimo la mano ed essendo storie di pezzi di vita si somigliano molto) ma lo leggo comunque.
Un po' come quando giri e trovi un film con Julia Roberts e ti sembra di averli già visti tutti, ma quello non l'hai visto e alla fine lo guardi tutto e riconosci che 'non l'avevo visto ma finisce uguale agli altri'.
Comunque i personaggi sono piuttosto ordinari, per chi ha letto gli altri libri niente di nuovo. In questo ci sono però i due Fabio (forse è invecchiato e vuole mantenere in vita sia il ragazzaccio che 'il vecchio dentro') sotto le spoglie di due fratelli: uno ligio che sta vicino ai genitori, si sposa etc. etc. e l'altro che non sa chi è, dove va, si trasferisce a Londra, ha un sacco di donne ed è convinto che il suo primo amore, quello di scuola, è stato l'unico della sua vita e siccome ormai ha preso un'altra strada tanto vale fare il donnaiolo.
Boh. Fabio Fabio.. ma ancora tutti questi luoghi comuni della nostalgia del primo amore e delle canzoni degli anni '80?
Possibile che nonostante i 40 anni suonati non ti sei ancora reso conto che la vita è fatta di cose che continuano ad evolversi a cambiare e che.. forse a forza di fare lo scapolo che fugge da tutto sei finito con il rimanere aggrappato ai ricordi e a vivere di malinconia?
Dai esci da questo giro. La favola che le donne sposate sono noiose, che la sera ci si annoia sul divano e che il matrimonio è la tomba dell'amore è una bufala degli anni '90.