expr:class='"loading" + data:blog.mobileClass'>

giovedì 17 aprile 2014

Notte prima degli esami

Stanotte sveglia alle 2.44 con il gentile contributo del poppante. Lui si riaddormenta in dieci nanosecondi. Io conto il millesimo gregge di pecore.
Penso a una serie di cose in successione. Inizio dalla canzone di Venditti e subito me ne viene in mente un'altra: Cinzia e Piero. Che poi era No woman no cry di Bob Marley.
E che parlava proprio dell'unico mitico concerto di Milano. "..e si che Milano quel giorno era Jamaica.." quanto l'ho ascoltato Bob Marley da adolescente.
L'adolescenza, che in questo periodo mi tocca da vicino per la prima volta dopo esserci passata.
Le mie nipoti con i loro primi grandi, struggenti amori. Che le senti parlare e ti immagini degli uomini maturi che tolgono loro la leggerezza, poi ti fanno vedere (se si fidano di te) la foto del loro amore e scopri che è un ragazzino col ciuffo alzato e l'espressione da dodicenne che vuol fare il bullo.
L'adolescenza, che in questo periodo è protagonista nelle storie a volte tragiche di cronaca.
L'adolescenza, che sembra una condizione eternamente tragica e difficile e complicata e confusa, mentre invece lo è per un pugno di anni.
Vorrei dire alle mie nipoti adolescenti, a quelle di tutti, che passa, che è dura ma che è anche bellissima. Che poi anni dopo ci ripensi con tenerezza, che ti fai tenerezza, tu da sola che combatti contro il mondo intero.
Vorrei dire ai genitori (e ho l'impressione che loro siano i veri ribelli, nel senso negativo di chi parte dal presupposto di avere sempre ragione) che è fondamentale stabilire un contatto, chiarire che ci sono sempre e che possono aiutare a risolvere qualsiasi problema (anche se con lite annessa) perché a volte è giusto lottare in due contro il mondo, anche se la guerra non è la nostra e abbiamo 'altro da fare'.
Chissà che madre sarò quando i miei figli saranno adolescenti.
Ps: nella foto siamo io e mio marito-allora-fidanzato-da-sei-mesi alla festa del mio diciottesimo compleanno.